Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia, il governo chiama soci e banche Air France: trattiamo

C’è stato tempo per esaminare i dossier Alitalia e Finmeccanica ieri, nell’agenda fitta del premier Enrico Letta, alla vigilia della sua verifica alle Camere. Segno che per entrambe le aziende, che hanno il consiglio di amministrazione convocato per venerdì, non c’è tempo da perdere. Alitalia pare agli sgoccioli, con una disponibilità di cassa tale per cui, senza un intervento esterno, a ottobre gli stipendi sarebbero a rischio. Per Finmeccanica l’urgenza è un’altra: chiudere almeno uno dei dossier delle dismissioni, probabilmente quello di Ansaldo Energia, per rilevare una quota minoritaria della quale il Fondo strategico della Cassa depositi e prestiti (Fsi) potrebbe presentare un’offerta proprio dopodomani, mentre i coreani di Doosan, sono da tempo pronti alla loro mossa.
A entrambe le aziende Letta ha assicurato l’attenzione del governo, sempre che questo oggi resti al proprio posto. Per Alitalia l’esecutivo, se rimanesse, dovrebbe mettere in campo l’azione di mediazione richiesta dai maggiori azionisti, a partire da Roberto Colaninno e Benetton, per scongiurare una svendita a Air France-Klm, cioè per evitare che Alitalia finisca ai francesi in sede di concordato.
Per questo ieri a palazzo Chigi c’erano due dei maggiori creditori: Aeroporti di Roma, che vanta un credito di 125 milioni, e Eni. A entrambi Alitalia ha chiesto un po’ di fiato. Ma è alle banche che la richiesta si fa drammatica: secondo quanto deciso dallo scorso consiglio di amministrazione, c’è un aumento di capitale da 100 milioni da sottoscrivere, più la parte ancora non coperta del prestito-ponte (55 milioni) che le banche dovrebbero assicurare per l’eventuale parte inoptata. A partire, per ora, da quel 25% che i francesi hanno già detto, votando negativamente l’aumento, di non voler sottoscrivere. Ma poi alle banche si chiede di pazientare sui crediti che ancora andrebbero rimborsati e dare la disponibilità per ulteriori 300 milioni. La presenza ieri di Cassa depositi e prestiti e Sace serviva a verificare i margini di un loro intervento: ma mentre per la prima la possibilità di acquisire quote di Alitalia sarebbe da escludere in virtù dello statuto, la seconda teoricamente potrebbe giocare un ruolo di garante per le banche.
Da Parigi in un’intervista a Les Echos , i vertici di Air France-Klm inviano segnali: «Se saranno accolte le condizioni sono pronto ad andare avanti, se non sarà così ce ne andremo» ha detto l’ad Alezandre de Juniac. A Alitalia viene chiesto di dotarsi dei «mezzi per svilupparsi in modo sostenibile sul medio e lungo termine», dunque di rinegoziare il debito con le banche e convincere gli azionisti a ricapitalizzare in maniera adeguata e non con solo 100 milioni. Il tavolo tornerà a riunirsi a inizio della prossima settimana, ha comunicato al termine palazzo Chigi, sempre che il governo resti.
Allo stesso modo Letta ha potuto esaminare senza impegno anche l’altro dossier: quello di Ansaldo Energia con l’ad di Finmeccanica Alessandro Pansa e quello di Cdp, Giovanni Gorno Tempini. L’offerta del Fondo sarebbe pronta ma per una quota di minoranza e senza accollarsi anche le altre due Ansaldo (Breda e Sts), come auspicherebbero i sindacati che minacciano altri scioperi se l’«italianità» delle aziende non verrà salvaguardata.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa