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Alitalia, i paletti dei commissari per il via libera all’offerta di Ita

Via libera condizionato dei commissari di Alitalia all’offerta vincolante di Ita per il ramo aviation. La deadline della proposta presentata dalla newco guidata da Alfredo Altavilla e Fabio Lazzerini era fissata per la mezzanotte di ieri e in zona Cesarini è arrivata la fumata bianca della terna commissariale (Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande, Daniele Santosuosso), snodo fondamentale per la partenza dell’operazione Ita, la quale, vale la pena di ricordarlo, nasce con l’avallo del governo che ha messo la faccia, oltre che risorse pubbliche, sul decollo della nuova compagnia. La cui proposta per i 52 aerei in leasing, gli slot correlati, oltre a contratti e asset accessori, è stata accettata dall’Alitalia in amministrazione straordinaria con una risposta articolata che i vertici di Ita dovranno studiare nelle prossime ore: va detto, comunque, che l’accordo è stato raggiunto per una cifra pressoché simbolica perché quello che conta in questa delicata partita non è tanto il prezzo degli asset, ma il valore dell’operazione. Su cui è ora atteso è il pronunciamento definitivo della direzione generale della Concorrenza di Bruxelles, che dovrebbe arrivare entro il 5 settembre e che farà partire il conto alla rovescia per la gara sul marchio.

Archiviato questo capitolo, per Ita resta ora da superare lo scoglio del contratto. Sul tavolo del negoziato, Altavilla ha fatto arrivare nei giorni scorsi una proposta che riporta al centro del confronto il contratto nazionale di lavoro e l’atteso rinnovo, subordinandoli però a una serie di paletti, a partire dalla volontà della newco di estenderne l’applicazione anche agli altri vettori che operano in Italia e che attualmente applicano contratti collettivi aziendali. Una cornice ancora tutta da riempire, quanto a inquadramento del personale e retribuzioni, appena abbozzati dal management di Ita, ma rispetto alla quale il presidente esecutivo punta a ottenere il disco verde sia dei confederali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, affiancati da Ugl Trasporto Aereo e Usb Lavoro Privato), al momento molto freddi sulla proposta, sia delle associazioni professionali di piloti e assistenti di volo (le sigle riunite sotto il cappello della Fnta, vale a dire Anpac, Anpav e Anp), apparse invece più possibiliste rispetto all’ipotesi di percorso negoziale messo in campo dal top manager. Che mira altresì a ricucire lo strappo con l’associazione datoriale (Assaereo), da cui Ita ha dato disdetta, ma nella quale potrebbe rientrare se ciò servisse ad agevolare il confronto e se, come più volte ribadito, il contratto fosse finalizzato entro il 20 settembre.

Il nuovo round tecnico andato in scena ieri e gestito da Claudio Tanilli, responsabile delle Relazioni industriali di Ita, non ha quindi sciolto i nodi principali ed è servito soprattutto alla società per dettagliare le richieste contrattuali dal punto di vista normativo. Le posizioni, dunque, rimangono per ora assai distanti. Non solo sull’impianto contrattuale, ma anche sui numeri del personale: la società insiste con la road map messa nero su bianco nel piano industriale (2800 dipendenti assunti nella fase di start up per arrivare, poi, a fine piano, nel 2025, a 5.550-5700 persone a fronte delle quasi 18mila candidature finora arrivate sul portale predisposto dalla compagnia), i sindacati chiedono invece che Ita proceda a stabilizzare tutto il personale del ramo aviation della vecchia Az (poco più di 6mila persone). L’azienda, però, non può permettersi di derogare rispetto al percorso inserito nel business plan già approvato dalla Commissione Europea, mentre i sindacati vogliono certezze per quanti tra i 10.500 dipendenti di Alitalia non saranno immediatamente riassorbiti in Ita. Una richiesta che oggi ribadiranno anche al ministero del Lavoro dove, in mattinata, è in programma un incontro, per chiedere il rinnovo della cassa integrazione dei dipendenti di Alitalia (in scadenza il prossimo 23 settembre), al quale parteciperà la terna commissariale – che ieri ha incassato anche la protesta dell’Astoi Confindustria Viaggi (i tour operator) poiché la compagnia chiederebbe il pagamento delle penali per i viaggi-studio all’estero già pianificati, ma sospesi dall’Inps per via dell’emergenza Covid -, mentre nel pomeriggio è prevista una nuova riunione tra i sindacati e i manager di Ita. Per provare a sbrogliare la matassa del contratto che resta al momento molto intricata.

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