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Alitalia, Gubitosi prova a resistere allo spezzatino

C’è «assolutamente» la possibilità di vendere Alitalia tutta intera ed evitare lo spezzatino. Parola del commissario straordinario, Luigi Gubitosi, che ieri ha fatto il punto sulla prima fase della procedura di vendita dopo l’incontro con il ministro allo sviluppo economico, Carlo Calenda. Il numero delle offerte arrivate è «interessante» ha detto soddisfatto e ora è il momento di «verificare la loro consistenza». Entro il 15-20 giugno i tre commissari sceglieranno quelle più serie ammettendole alla data room dove saranno squadernati (senza alzare il velo su dati riservati e strategici) i numeri di Alitalia per consentire ai partecipanti di confezionare entro fine luglio le offerte vincolanti.
La partita per il futuro dell’ex-compagnia di bandiera si gioca su più tavoli e quello più caldo nelle prossime 24 ore è relativo al mercato del lavoro. L’azienda ha presentato al Mise la richiesta di cassa integrazione per 1.358 addetti di cui 311 (tutto personale di terra) a zero ore. I sindacati sono contrari, temendo che la Cigs a zero ore possa essere l’anticamera degli esuberi e i negoziati continueranno .
Oggi invece è in programma un appuntamento molto più delicato: quello sul contratto di lavoro, scaduto in teoria a fine maggio e prorogato dalla compagnia per evitare bracci di ferro. Ora però i nodi sono arrivati al pettine ed è probabile che Gubitosi & C.
presentino un conto più salato ai lavoratori con un piano non pesante come quello bocciato al referendum, ma non molto distante dalle intese di allora. «Se ci saranno decisioni unilaterali sarà sicuramente sciopero», ha preannunciato Mario Veneziani della Associazione nazionale piloti. Arrivare a una revisione del contratto è però molto importante per i commissari. Ridurre il costo del lavoro (dopo il taglio a quello del carburante e quello in arrivo sui leasing) allungherà la vita di Alitalia oltre i 6 mesi previsti rendendola più appetibile per gli acquirenti ed evitando di giungere dopo l’estate senza cassa lasciando il coltello dalla parte del manico ai compratori.

Ettore Livini

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