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Alitalia, il Governo vola senza rotta: tra le ipotesi spunta la ristrutturazione

Su Alitalia il governo naviga alla cieca. L’esecutivo non sa cosa fare, benché sia già passata una settimana dalla scadenza del termine senza che sia stata presentata l’offerta del consorzio guidato da Fs con Delta e il Mef, perché i Benetton con Atlantia si sono sfilati. Nel governo si susseguono le discussioni, ma l’esecutivo non sa che direzione prendere. Sembra orientato a dire stop alla vendita per tentare un’altra stada, forse una ristrutturazione e la creazione di una Newco pubblica. Si è esaminata anche l’ipotesi di chiudere Alitalia e liquidarla.

Alitalia non potrebbe essere comprata da una società pubblica, perché sarebbe un aiuto di Stato a un’azienda in forte perdita (-600 milioni di euro previsti quest’anno). Verrebbe bocciato dall’Ue. Bruxelles ha già messo nel mirino il «prestito» statale di 900 milioni concesso dal governo Gentiloni, quando al Mise c’era Carlo Calenda.

Il governo potrebbe anche dire stop all’attuale terna di commissari (Stefano Paleari, Enrico Laghi, Daniele Discepolo succeduto a Luigi Gubitosi) con la scelta di nuove figure professionali o di uno di essi. I commissari dopo 31 mesi non hanno centrato l’obiettivo di vendere Alitalia sul quale era basato il loro programma, approvato dal Mise quando c’era Calenda.

Sarebbe stato più saggio intraprendere subito la via della ristrutturazione. Adesso ci si stupisce che non ci siano compratori per un’azienda che prima perdeva 500 milioni all’anno e adesso va peggio.

Alitalia dovrebbe esaurire la liquidità entro poche settimane. Per questo il governo ha stanziato un nuovo finanziamento di 400 milioni nel decreto fiscale. La Ue ha fatto sapere che questi soldi non possono essere erogati se non viene costituita la Newco che dovrebbe rilevare le attività. Il nuovo «prestito» – dice il decreto – è finalizzato a «consentire di pervenire al trasferimento dei complessi aziendali».

Il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, ha detto ieri che il «prestito» di 400 milioni «ha una copertura legislativa che riguardava la costituzione di quel mandato. Vediamo cosa succede adesso, e come eventualmente modificare il mandato e la destinazione dei 400 milioni». Il viceministro dello Sviluppo Stefano Buffagni ha aggiunto: «Siamo al lavoro anche per fare alcune modifiche legislative che ci garantiscano un cambio di strategia su Alitalia». Da qui l’ipotesi di affidare a un supercommissario una ristrutturazione che, a detta di alcuni, potrebbe prevedere fino a 5-6.000 esuberi, come nel piano Lufthansa. Tra le ipotesi anche la creazione di una Newco pubblica con nuovi vertici, lasciando la zavorra nell’Alitalia commissariata (sarebbe la bad company).

«Credo che i commissari abbiano svolto il loro lavoro in condizioni molto complicate e nel modo migliore possibile», ha detto Patuanelli, che si è schermito a una domanda sul supercommissario: «Qualsiasi scelta verrà fatta, sia di prosecuzione del mandato, sia di sostituzione, saranno i commissari i primi a saperlo e non la stampa».

I commissari sarebbero irritati. Nella lettera per il Mise chiedono indicazioni su cosa fare. In realtà dovrebbero essere loro a fare una proposta. Circolano già nomi per il nuovo vertice di Alitalia. Laghi, papabile come supercommissario (come Paleari), ha arricchito il suo bouquet di incarichi con la perizia sui bilanci dal 2001 al 2017 del casinò di Saint-Vincent. L’ha richiesta il gip di Aosta nel processo per bancarotta fraudolenta contro gli ex vertici. Per l’incarico di d.g. circolano i nomi di dirigenti di Aeroporti di Roma, che avrebbe un buco nei conti se Alitalia fallisse (Ivan Bassato, Giorgio Gregori, Giorgio Moroni), di Giancarlo Schisano (già Alitalia, ora capo divisione aerostrutture dell’ex Finmeccanica), Mauro Moretti, l’ex a.d. di Fs e Leonardo per il quale però sarebbe di ostacolo la condanna a 7 anni di reclusione (confermata in appello, ci sarà la Cassazione) per l’incidente di Viareggio del 2009 (32 morti).

Intanto le Fs si sono aggiudicate in Spagna la gara per l’alta velocità in consorzio con Air Nostrum (si veda servizio a p. 12). Il progetto prevede la convergenza treno-aereo, come nel piano di Fs-Delta per la Nuova Alitalia. Piano naufragato per il no di Atlantia.

Gianni Dragoni

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