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Alitalia, Fs tratta con easyJet e Delta Sul tavolo un piano da 800 milioni

Ferrovie dello Stato incontra «blu» e «arancioni» a Londra. Sono i potenziali partner industriali nel piano di salvataggio Alitalia. La riunione a tre – Fs, Delta Air Lines e easyJet – è la prima dopo che il cda delle Fs, il 13 febbraio, ha deciso di aprire una trattativa con questi due vettori, mettendo da parte l’ipotesi alternativa Lufthansa, che rimane comunque alla finestra.
Nell’incontro si comincerà ad affrontare il progetto industriale della nuova Alitalia, la «newco» che dovrebbe nascere con il trasferimento delle attività dall’attuale compagnia in amministrazione straordinaria. Questa rimarrebbe in vita come «bad company». Delta («blu») e easyJet («arancioni) dovranno indicare a Fs la loro proposta industriale per il piano di salvataggio.
L’asticella parte, idealmente, da una dimensione di 800 milioni di euro di capitale e una flotta di 105 aerei, rispetto ai 118 velivoli attuali della compagnia commissariata. Questa, secondo indiscrezioni, era la taglia ipotizzata per la «nuova Alitalia», su cui si era ragionato negli ultimi incontri tra Fs e Delta.
Oggi easyJet dovrebbe alzare il velo. E si dovrebbe cominciare a capire come intendono muoversi insieme i due potenziali partner esteri. La low cost britannica è stata imbarcata nel piano di salvataggio di Alitalia dopo il ritiro di Air France-Klm. Con gli «arancioni», così chiamati dalla livrea dei loro aerei, verranno ripercorsi tutti i passaggi tecnici dell’ipotizzata alleanza. Un percorso con molte incognite, il risultato non è prevedibile.
Nessuno ha preso impegni finora. Prima del cda delle Fs del 13 febbraio sia Delta sia easyJet hanno mandato alle Fs una lettera con una manifestazione d’interesse non vincolante, nella quale hanno dichiarato che insieme i due vettori sono intenzionati ad acquisire il 30-40% del capitale della «newco». Il cda Fs ha dato mandato all’amministratore delegato, Gianfranco Battisti, a trattare, fissando come paletto che i due partner dovranno acquisire almeno il 30% della «nuova Alitalia». Battisti non volerà a Londra, oggi sarà impegnato a Milano per la presentazione del piano investimenti di Rfi in Lombardia.
Poiché si è ragionato su una dotazione di capitale di almeno un miliardo per la nuova società, alcune fonti ne hanno dedotto che Delta e easyJet potrebbero investire complessivamente fino a 400 milioni. Ma i valori non sono ancora stati fissati. Nelle ultime ore fonti autorevoli hanno detto al Sole 24 Ore che la dotazione di capitale potrebbe essere inferiore al miliardo. Una fonte ha puntualizzato che con Delta si ragionava su una cifra intorno agli 800 milioni per il 100% di Alitalia.
I rappresentanti di easyJet dovranno chiarire qual è il perimetro industriale che intendono dare alla «newco» Alitalia, quanti aerei, quali rotte, quanti dipendenti, quanti esuberi. Il progetto discusso da Fs con Delta prevedeva una Alitalia con un organico tra 9 e 10mila dipendenti, rispetto ai 12mila attuali.
La definizione del perimetro è il passo necessario per capire se la «nuova Alitalia» potrà nascere, di quanto capitale avrà bisogno, quali saranno i soci. Nel vertice a Palazzo Chigi di una settimana fa è stata affermata la disponibilità del ministero dell’Economia a partecipare, con una quota non indicata ufficialmente, ma che risulta essere fino al 20 per cento. Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha detto che la quota del Mef potrà superare il 15 per cento. «Non sono state fatte cifre. Quindi se parliamo di 15%, non sappiamo neppure il 15% di cosa», ha poi detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria.
Secondo voci circolate tra i sindacati easyJet potrebbe essere intenzionata ad acquisire una partecipazione in una società per il medio raggio con circa 30 aerei, mentre Delta potrebbe avere una quota di una seconda società per i voli di lungo raggio. Se questa fosse la proposta, significherebbe uno spezzatino. Difficilmente potrebbe essere accettato dai sindacati e dal governo. Fonti vicine al dossier escludono che sia in discussione un simile progetto.
Tria ha specificato di non essere a conoscenza dell’ipotesi di creazione di due separate newco. «Questa cosa non la conosco affatto. Non ne ho mai sentito parlare. In ogni caso è necessario avere un piano industriale che abbia una sua sostenibilità».
Le Fs non vorrebbero più del 30% della nuova Alitalia. Poste Italiane, con cui ci sono stati contatti, potrebbe partecipare con il 10%, ma non ha preso impegni. Si è chiamata fuori Leonardo. «Credo di avere espresso un punto di vista molto chiaro: non ne vedrei il senso dal punto di vista di Leonardo», ha confermato due giorni fa l’a.d., Alessandro Profumo.

Gianni Dragoni

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