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Alitalia, per Fs “è storia chiusa” ma Patuanelli non vuole Atlantia

ROMA — Per Ferrovie dello Stato il dossier Alitalia è acqua passata. E anche se nel corso dell’ennesima audizione in Parlamento sul futuro della ex compagnia di bandiera il ministro dello Sviluppo ha insistito con Fs chiamandola di nuovo in gioco, il numero uno di Ferrovie ha fatto una decisa marcia indietro: «Per me è una storia chiusa», ha detto senza troppe giravolte Gianfranco Battisti. Il gruppo «è uscito di fatto dall’operazione: abbiamo chiuso i rapporti con i nostri advisor e chiesto la restituzione della garanzia offerta il 31 ottobre 2018».
Capitolo chiuso dunque? No, non per Patuanelli che insiste e chiede al gruppo ferroviario un nuovo sforzo: «Deve esserci un’interlocuzione immediata tra il commissario straordinario Alitalia con Fs e Delta per la comprensione delle esigenze di quel piano industriale predisposto in precedenza» e cioè il piano Delta stilato con gli advisor e l’ausilio di Fs. Un lavoro che secondo il ministro «deve essere messo a disposizione del commissario Giuseppe Leogrande».
E sarebbe anche un peccato buttare via questo piano, visto che secondo alcune indiscrezioni sembra sia costato un’enormità: circa 11 milioni di euro, altri soldi bruciati sull’altare di Alitalia. Nel corso dell’audizione con Battisti, seguita da quella con Patuanelli, sono emersi anche alcuni nuovi particolari relativi all’operazione sfumata in autunno. Per l’ad di Fs Delta era il partner giusto di Alitalia: «Il valore complessivo messo in campo da Delta era di 340 milioni dell’arco di quattro anni» ha sottolineato Battisti, riferendosi all’impegno del vettore Usa che, tra l’altro, era pronto a iniettare nella Nuova Alitalia 100 milioni di euro. Inoltre sarebbero stati contattati circa 30 «soggetti finanziari», diversi dalle compagnie aeree. Una sorta di ampio sondaggio di eventuali società interessate a intervenire nel capitale della società. Ma nessuno ha ritenuto che un investimento in Alitalia fosse davvero un affare.
Anche Atlantia ha fatto sentire le proprie ragioni ieri in Commissione Trasporti, inviando una memoria scritta sui mesi molto intensi di lavoro che l’hanno vista seduta al tavolo della trattativa per formare un consorzio assieme a Fs e ad una compagnia aerea tra Delta e Lufthansa.
Il cuore del gruppo infrastrutturale batteva, al contrario di Ferrovie, per Lufthansa: «Il piano Delta non era adeguato perché non avrebbe rappresentato quel “partner industriale” di cui il progetto di rilancio avrebbe avuto bisogno» si legge nel testo della memoria inviata dal gruppo della famiglia Benetton che in sostanza si dice «nuovamente pronta» a scendere in campo nell’operazione. Ma nonostante la testimonianza inviata ai membri della Commissione Trasporti, per Patuanelli il capitolo Atlantia è ormai tramontato: «Continuare a parlare di Atlantia per me ora è assolutamente inutile».
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