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Alitalia, Fs e Atlantia ci stanno ma chiedono altri due mesi

Ferrovie dello Stato e Atlantia vanno avanti nel confronto sul piano industriale di Alitalia con l’intenzione di arrivare a breve (sarebbero necessarie otto settimane, ma il termine lo fisserà il governo) alla formulazione di un’offerta vincolante per l’acquisto delle attività della compagnia attraverso una Newco, di cui entrambe sarebbero soci di minoranza.

Pongono una serie di condizioni. La più importante è la presenza di una «primaria compagnia aerea» come partner industriale «che partecipi al capitale della Newco con una quota significativa». Questa ad oggi sarebbe Delta, a meno che anche Lufthansa non dichiari a breve di essere disponibile a entrare nel capitale.

È questo il cuore della delibera, quasi in fotocopia, approvata ieri dai cda di Atlantia e, in serata, di Fs. Una regìa concordata, per presentare ai commissari e al governo un impegno maggiore rispetto a una semplice richiesta di proroga del termine, scaduto ieri, per la presentazione dell’offerta vincolante su Alitalia. Fs ha quindi scritto ai commissari una lettera condivisa con Atlantia. Non è stato indicato un termine preciso con la richiesta di proroga, la settima. Ma nella lettera – secondo fonti autorevoli – c’è scritto che servirebbero almeno otto settimane per approfondire con Delta (ed eventualmente con Lufthansa, se decidesse di entrare nel capitale). La valutazione della proroga viene lasciata ai commissari, che consulteranno il Mise.

Il punto chiave del lavoro da fare riguarda la scelta del vettore partner azionario. Oggi il partner potrebbe essere solo Delta, l’unica che ha dichiarato l’impegno a entrare nel capitale di Alitalia (con il 10%, per 100 milioni di euro). Atlantia vorrebbe che Delta assumesse un impegno maggiore nell’equity e che nel piano ci fossero maggiori rotte per Alitalia nel Nord America. Anche il premier Giuseppe Conte di recente ha auspicato un incremento della quota Delta sopra il 10%, ma dagli Stati Uniti l’appello finora non è stato accolto.

Mentre Lufthansa, che negli ultimi giorni ha rilanciato l’interesse a una «partnership commerciale con Alitalia ma non a un ingresso nel capitale», come confermato ieri da un portavoce, al momento non è nella partita, a meno che non dichiari che entrerebbe nel capitale. La società controllata dai Benetton preferirebbe un impegno forte di Lufthansa, è stata elogiata da Luciano Benetton, rispetto a Delta.

Sia Fs sia Atlantia hanno precisato che «la partecipazione all’offerta vincolante» (Atlantia) o «finale» (Fs), «non può prescindere da ulteriori approfondimenti». Entrambe ritengono che «possano essere soddisfacentemente superati con ulteriori sessioni di lavoro». Gli «approfondimenti» riguardano quattro punti: 1) il vettore partner industriale e azionario; 2) la «definizione finale» del piano industriale della Newco, condiviso e fatto proprio dal partner industriale che dovrà assumere un ruolo determinante nella responsabilità di gestione; 3) accordo sul governo societario e sul top management della Newco con gli altri soci; 4)ruolo sia di Atlantia sia di Fs «come socio di minoranza» (il 35% del capitale, fino al 37,5%). Non è nominato il Mef, che avrebbe quasi il 15 per cento.

Infine i due partner hanno sottolineato che devono trovare «adeguata soluzione» alcuni punti «essenziali per consentire la formulazione di un’offerta vincolante». Sono, in particolare, la fornitura di adeguata liquidità ai commissari fino al closing dell’operazione (altri soldi pubblici, sui 300 milioni), ammortizzatori sociali per gli almeno 2.000 esuberi, «la clearance comunitaria in merito ai provvedimenti finanziari adottati in favore di Alitalia».

Fnta, la Federazione delle associazioni professionali Anpac, Anpav e Anp, ha detto che, «considerando gli incontri delle ultime ore con Lufthansa, si augura che Fs e Atlantia approfondiscano nei prossimi giorni tutti gli aspetti industriali, finanziari e sociali delle due opzioni possibili. Chiede inoltre che si arrivi rapidamente all’identificazione della soluzione migliore per rilanciare la Nuova Alitalia sul mercato in modo stabile e duraturo. Il futuro piano industriale dovrà essere solido e capace di cogliere tutte le opportunità commerciali».

Gianni Dragoni

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