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Alitalia, Etihad vuole rilanciare

Etihad Airways che possiede il 49% di Alitalia, e il governo di Abu Dhabi hanno confermato ieri il proprio impegno per il rilancio della compagnia aerea italiana che punta su Linate. Pronta è arrivata la replica del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha dichiarato che «prima di parlare del rilancio di Alitalia vorremmo vedere un piano industriale».
Il leader della compagnia aerea nazionale degli Eau, James Hogan, ieri, in occasione della conferenza globale sul mondo dell’aviazione, a Dublino, ha elogiato il sostegno dato ad Alitalia dai suoi azionisti di maggioranza del mondo bancario, Unicredit e Intesa Sanpaolo, così come quello dato dal governo italiano, guidato dal neo-presidente del consiglio Paolo Gentiloni.

Sulla nuova fase del piano industriale di Alitalia, Hogan ha aggiunto: «il management e gli azionisti hanno lavorato sodo per mettere a punto un piano industriale per il futuro sostenibile del vettore e sono fiducioso che il management e i dipendenti abbracceranno il cambiamento necessario per tornare in pista. Ma voglio essere chiaro: sarà il management di Alitalia a definire e consegnare il piano industriale che porterà la compagnia aerea verso il ritorno all’utile».

Proprio in vista del nuovo piano industriale, sarà la società di consulenza Roland Berger a lavorare sul nuovo piano industriale di Alitalia, suggerendo le modifiche al documento non ancora condiviso da tutti i soci. Secondo indiscrezioni Roland Berger dovrà aiutare la compagnia a limitare i costi industriali e a capire come rimodulare i contratti di leasing degli aerei, firmati anni fa e in media più onerosi del 10-15%.

Il piano industriale finirà quindi sul tavolo del governo, che dovrà valutarne le ricadute sociali e nel caso avallare le richieste della compagnia soprattutto sullo scalo di Milano Linate, al momento impossibilitato a far decollare aerei per destinazioni extra Ue. Sarebbe inoltre appena cominciata la ricerca di un manager di alto standing in grado di guidare la compagnia aerea quando comincerà la fase 2: circolano i nomi di Corrado Passera e soprattutto quello di Luigi Gubitosi, ex direttore generale della Rai. Sul fronte finanziario, invece, Alitalia verrà affiancata da Kpmg. Sempre secondo indiscrezioni alcuni soci non avrebbero gradito la scelta di Roland Berger, che ha già svolto un lavoro analogo per Fincantieri. Entro febbraio è atteso il responso.

Prima, il 23 gennaio, è previsto un incontro con le banche per convincerle a proseguire l’azione di rilancio. «Abbiamo recentemente iniettato 100 milioni euro di capitale nella compagnia aerea italiana, oltre ad aver convertito obbligazioni in strumenti semi-equity», ha dichiarato Hogan. «Questo dimostra l’impegno di Etihad Airways nei confronti di Alitalia e conferma il fatto che Alitalia è un partner a lungo termine di Abu Dhabi. Etihad Aviation Group e il governo di Abu Dhabi, nostro azionista, sono entrambi impegnati nell’inversione di rotta di Alitalia».

Hogan ha spiegato al pubblico di senior manager del mondo dell’aviazione globale che dal momento in cui Etihad Airways ha acquisito la sua quota in Alitalia nel 2014, sono stati compiuti dei progressi, ma rimangono delle sfide in Alitalia. Hogan ha anche espresso gratitudine per il supporto di azionisti e governo.

«Durante il primo anno dal nostro ingresso, abbiamo visto progressi grazie ai nuovi investimenti in flotta, prodotti, brand e infrastrutture», ha detto Hogan. «Ci siamo impegnati a portare quei cambiamenti, e così abbiamo fatto; questo ha avuto un effetto immediato. Abbiamo lavorato spalla a spalla con gli altri azionisti, supportando il management nei suoi obiettivi di cambiamento. Abbiamo anche potuto contare sul forte sostegno del governo italiano nei confronti di questa importante azienda nazionale».

Infine, Hogan ha colto l’occasione anche per confermare l’impegno di Etihad Airways nella strategia di partnership azionarie oltre che con Alitalia, anche con Airberlin, Jet Airways, Air Serbia, Virgin Australia, Air Seychelles e Etihad Regional, quest’ultima con sede in Svizzera. «Siamo impegnati», ha concluso, «nella nostra strategia di equity partner, che significa molto per il nostro business».

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