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Alitalia-Etihad, si tratta sui tagli

ROMA
Etihad non vuole fare trattative con i sindacati e chiede ad Alitalia, prima di firmare l’accordo definitivo per entrare nel capitale, di chiudere il negoziato sugli esuberi. Il numero dei lavoratori ritenuti in eccedenza non è stato precisato ufficialmente, ma dovrebbe avvicinarsi ai quasi 3mila dipendenti che oggi sono in cassa integrazione a rotazione o in contratto di solidarietà.
Questa è la condizione più sensibile tra quelle comunicate ad Alitalia da James Hogan, amministratore delegato della compagnia di Abu Dhabi, nella bozza di piano industriale arrivata a Roma venerdì scorso. Non si sa quale sia la risposta di Alitalia. Il documento di Etihad è ancora al vaglio del vertice della compagnia e degli azionisti, compreso il governo, socio attraverso Poste Italiane. Secondo l’Ansa l’Alitalia è intenzionata a chiedere una riduzione del 20% dell’indennità agli 80 piloti comandanti istruttori e controllori. Quest’indiscrezione ha provocato una reazione critica di Ivan Viglietti della Uiltrasporti.
La trattativa con Etihad prosegue, si notano tuttavia divergenze nel lessico usato dalle parti a proposito della fase di verifica dei conti di Alitalia, la due diligence. A Roma questa fase viene considerata conclusa, mentre Hogan ha detto l’altro ieri: «Siamo in fase di due diligence al momento». Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ieri ha replicato: «Chiusa la due diligence, questa l’informazione data al governo».
In un’audizione al Senato sulla trattativa tra Alitalia e la compagnia araba, Lupi, mostratosi finora «ottimista» sull’accordo, ha detto che «in questi giorni si stanno definendo le lettere d’intenti». La lettera d’intenti era attesa per venerdì scorso ma non è arrivata: questo documento, una volta firmato, dovrebbe fissare i punti dell’accordo preliminare e le condizioni per arrivare a un accordo definitivo. Lupi ha riferito di aver parlato con Gabriele Del Torchio, a.d. di Alitalia. «Ho parlato con l’amministratore delegato e mi ha detto che la due diligence è finita e adesso sono in corso i giusti colloqui tra le due parti e gli esperti e appena saranno finiti ci faranno sapere. Mi auguro che una volta definiti questi impegni vengano esposte anche al governo le linee dell’accordo».
Più cauto l’a.d. di Unicredit, Federico Ghizzoni: «Non so se sia già arrivata o deve arrivare la famosa lettera di intenti» di Etihad. «Noi di Unicredit non l’abbiamo vista: penso che il primo passaggio più importante – ha aggiunto Ghizzoni – sia che la lettera arrivi e dimostri l’interesse di Etihad, poi vedremo i contenuti».
Per chiudere l’intesa si prevede che occorrano un paio di mesi dalla firma della lettera d’intenti. Se verrà firmata entro questo mese, si stima che l’accordo potrebbe essere perfezionato entro giugno, se non ci saranno ostacoli insuperabili.

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