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Alitalia, Etihad pronta all’ingresso Le .Poste decidono sull’aumento

MILANO — Si intensificano le voci su un possibile ingresso di Etihad nel capitale di Alitalia. La compagnia di Abu Dhabi sarebbe pronta a investire 300 milioni e diventare il primo azionista del vettore italiano, ha scritto ieri l’agenzia Bloomberg citando come fonti tre persone a conoscenza dell’operazione, mentre era in corso il consiglio di amministrazione di Poste Italiane per decidere sulla partecipazione da 75 milioni all’aumento di capitale.
Ma i rumors su un’accelerazione del negoziato per la ricerca di un nuovo partner internazionale, dopo il passo indietro di Air France Klm, che non ha sottoscritto l’aumento di capitale e si è diluita dal 25% a circa il 7% in Alitalia, si sono rincorsi per l’intera giornata. Già oggi potrebbe essere in programma un primo vertice con gli arabi nella sede della Magliana, a Roma. E domani Etihad potrebbe sciogliere la riserva.
Indiscrezioni, perché non ci sono conferme ufficiali su nulla. Anzi, i tempi molto stretti e i dettagli su un potenziale accordo con la compagnia di Abu Dhabi viene accolta con una certa sorpresa negli ambienti vicini alla società italiana. La trattiva è in corso, ripetono, ma nulla è stato ancora deciso. E molte sono ancora le questioni aperte sul tavolo. Etihad entrerebbe con un aumento di capitale, come preferirebbe la società guidata da Gabriele Del Torchio, perché così arriverebbero nuove risorse fresche dopo l’aumento di capitale da 300 milioni appena varato? Oppure gli arabi comprerebbero le azioni dei soci pronti a uscire, a cominciare da Intesa Sanpaolo e Unicredit? La nazionalità extra-europea del partner potenziale solleva inoltre ostacoli normativi a livello comunitario, a seconda della quota di partecipazione.
Inoltre Etihad non sarebbe l’unico interlocutore, perché Alitalia continua a dialogare anche con la cinese Hainan Airlines. La compagnia, che ha sede a Haikou, nella provincia di Hainan, e un hub a Pechino, è la maggiore compagnia cinese privata, e la quarta per dimensioni dopo Air China, China Eastern (con cui Alitalia ha una accordo di code sharing ) e China Southern, i tre principali vettori controllati dallo Stato.
Ma ieri è stato anche il giorno di Poste Italiane, chiamata a decidere sulla sottoscrizione dell’aumento di capitale per 75 milioni nella compagnai aerea, che ha già raccolto 225 milioni e che vede Intesa con una quota post aumento tra il 20-23%, Unicredit del 15-16%, Atlantia con l’8,85%, Immsi con il 7,08% air France Klm con il 7%. Poste investendo 75 milioni salirebbe al 18-22%. E su questo il consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Massimo Sarmi si è protratto fino a tarda notte.
In attesa di altre notizie, Alitalia ha diffuso gli ultimi dati (positivi) sul Natale, quando farà volare oltre 355 mila passeggeri, di cui 270 mila solo a Fiumicino, il 3,3% in più rispetto all’anno scorso.

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