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«Alitalia-Etihad entro fine mese»

«L’intenzione è chiudere. Ci sono delle condizioni ancora da esaminare ma puntiamo a portare a termine la trattativa entro fine mese e firmare l’accordo». Il Ceo di Etihad Airways, James Hogan, pur nel riserbo delle negoziazioni conferma la volontà di superare gli ultimi ostacoli sulla via dell’acquisizione del 49% di Alitalia. L’occasione è la conferenza stampa di lancio del collegamento giornaliero Abu Dhabi-Roma, alla quale sono seguiti incontri riservati con i vertici di Alitalia – l’a.d. Gabriele Del Torchio e il presidente Roberto Colaninno – e con l’a.d. di Poste italiane Francesco Caio.
La giornata, con il passare delle ore, diventa sempre più concitata. Nel pomeriggio arriva dalla Cgil la conferma del “no” all’intesa sugli esuberi e, dopo il confronto con i manager di Alitalia e Poste, Hogan si reca al dicastero delle Infrastrutture per un incontro con il ministro Maurizio Lupi in cui viene fatto il punto della trattativa e di tutti gli aspetti più complicati da perfezionare. Il piano Etihad, dirà poi Lupi, offre prospettive importanti: «Portare Alitalia da compagnia a 3 stelle a 4 stelle in due anni, e poi arrivare a 5 stelle».
In mattinata, in conferenza stampa, Hogan aveva preferito non soffermarsi sulle posizioni dei vari soci di Alitalia, ma non è un mistero che proprio il ruolo di Poste sia diventato negli ultimi giorni un crocevia decisivo (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Lo stesso Del Torchio, nel confermare che l’accordo con le banche è ormai fatto, specificava che per la posizione di Poste bisognava attendere ancora qualche ora. Il faccia a faccia Hogan-Caio c’è stato ma il nodo Poste fino a ieri sera risultava ancora da sciogliere.
Il numero uno di Etihad evita commenti diretti anche su un altro punto delicatissimo della trattativa, ovvero la possibilità di proseguire nonostante la posizione contraria della Cgil: «Tutti stanno negoziando in buona fede. Io non partecipo alla trattativa». Hogan parla di idee chiare su quale dovrà essere la dimensione futura della compagnia, di sinergie per avere il giusto costo per unità e un adeguato livello di produttività, ma anche di crescita organica che potrà portare a mutamenti di scenari: «Dobbiamo ridurre il numero dei dipendenti, abbiamo un nostro piano ma in futuro ci saranno nuove opportunità di lavoro nella compagnia».
L’obiettivo di Etihad, come detto, è chiudere l’accordo entro luglio, ma «per investire serve una road map chiara e se ci vorrà più tempo nelle trattative con l’Alitalia non ci sarà nessun problema». Subito dopo, spiega Hogan, si aprirà la fase che prevede il vaglio dell’Unione europea. C’è fiducia, tiene a precisare, aggiungendo che «un nostro team ha già avuto degli incontri a Bruxelles. Siamo conformi alle regole Ue». L’intenzione, ribadisce, è restare sotto il 50% di Alitalia con un ruolo di minoranza che si rifletterebbe anche nella ripartizione in cda.
In parallelo, però, la diplomazia lavora su altri dossier. C’è in corso la discussione sugli slot e sulle regole per competere nel mercato italiano, per confrontarsi con le compagnie low cost, e Hogan lascia intendere che con il governo il dialogo è aperto: «Nella trattativa sono stati considerati tutti gli aspetti regolatori e il ministro Lupi ha svolto un ruolo molto positivo». Il Ceo semina qualche indizio anche sul futuro di Linate e Malpensa, per i quali si prevede un rafforzamento in sinergia con un’altra compagnia europea nella quale Etihad ha investito acquisendo il 29%: «Gli scali del Nord rappresentano un’opportunità per integrare la rete con Air Berlin». Confermata poi l’intenzione di portare avanti, ad accordo fatto, la collaborazione con Air France-Klm.
La lunga giornata romana del manager australiano si conclude con un ricevimento a Villa Miani. «Speriamo in un accordo con Alitalia per far sì che le due compagnie diventino sempre più grandi» commenta Hogan salutando i 200 invitati.

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