Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia-Etihad, arriva lo sciopero dei piloti

La trattativa sui tagli al personale Alitalia è alle prime schermaglie. E già bisogna mettere in conto uno sciopero. Lo hanno annunciato ieri i piloti dell’Anpac insieme con gli assistenti di volo di Avia e Anpav. Proprio nel giorno in cui Alitalia ed Etihad sono state nominate compagnie ufficiali di Expo. La data a rischio è il 20 di luglio. 
Certo non è detta l’ultima parola. L’Anpac ha messo sul tavolo lo sciopero per protestare contro la mancata convocazione, ieri, a un incontro su Alitalia. C’erano i confederali di Cgil, Cisl e Uil, rappresentati dai segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti. C’erano i rappresentanti della categoria dei trasporti degli stessi sindacati. «Non c’è motivo per cui la trattativa si svolga senza di noi», si è risentito Giovanni Galiotto, presidente dell’Anpac. L’agitazione non è stata ancora formalizzata alla Commissione di garanzia sugli scioperi. L’Anpac lascia intendere che basterebbe una convocazione da parte del governo per uscire dall’impasse . Dal canto suo il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha dato disponibilità a «vedere tutti coloro che ci chiedono un incontro».
Al tavolo di ieri mancava un attore fondamentale: l’Alitalia partecipata da Etihad. Il primo vero confronto tra sindacato e azienda si avrà martedì 8 luglio. Il ministero dei Trasporti ieri ha ribadito che per trovare un’intesa ci sarà tempo fino a metà mese. Una settimana, non di più. L’obiettivo sarebbe accogliere il numero uno della compagnia emiratina James Hogan – a Roma il 15 luglio per l’inaugurazione del collegamento Etihad tra la capitale e Abu Dhabi – con un’intesa cruciale. A cui è appeso lo sviluppo del piano. Non a caso il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, ieri ha spiegato che «senza la piena adesione del sindacato al piano industriale non c’è disponibilità a partecipare al finanziamento».
Per quanto riguarda il merito della negoziazione, ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ha detto che si sta lavorando per ridurre i posti da tagliare. Nei giorni scorsi si è parlato di una chiusura a quota 1.700 ma il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha gelato ogni previsione: «Gli esuberi sono 2.251». Poi c’è il tema delle ricollocazioni. Si parla di Poste, socio di Alitalia. Adr, gruppo che gestisce gli aeroporti di Roma. Si valuta anche la possibilità di far rientrare in Italia la manutenzione dei velivoli di Alitalia (oggi appaltata in Israele). «Le vie d’uscita potrebbero essere diverse. La possibilità di riportare in Italia la manutenzione dei velivoli va valutata con attenzione, a vantaggio di tutto il settore, non solo di Alitalia», osserva Franco Nasso, a capo della Filt Cgil. Ma quello che il sindacato proprio non digerisce è l’aut aut rispetto alla messa in mobilità immediata dei 2.251 e la rinuncia agli ammortizzatori: «Questo per noi è inaccettabile».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa