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Alitalia-Etihad, a giorni cda e assemblea

Si apre l’ennesima settimana drammatica nella storia di Alitalia. Se le indiscrezioni delle ultime ore troveranno conferma, il pre-accordo con Etihad potrebbe essere vicino alla firma, al punto che il consiglio di amministrazione e l’assemblea dei soci verrebbero convocati già entro fine settimana (si parla di venerdì e sabato prossimi) per approvare il documento finale. Ma prima di questi due appuntamenti, occorrerà risolvere due nodi: la partecipazione di Poste all’aumento di capitale e la pax sindacale.
Un lavoro che inizierà oggi di buon mattino con i legali dell’azienda, di Poste, banche e Etihad riuniti per definire nei dettagli il dossier delle due nuove società destinate a far decollare l’accordo. Venerdì scorso il premier Matteo Renzi durante l’incontro con i numeri uno di Unicredit (Ghizzoni) e Atlantia (Castellucci) non avrebbe nascosto un certo disagio per la posizione di Poste spa. E i due manager chiamati a Palazzo Chigi avrebbero a loro volta chiarito che senza la partecipazione “forte” dell’azienda guidata da Francesco Caio l’impianto del salvataggio di Alitalia sarebbe crollato.
Come anticipato da Repubblica, Poste avrebbe rilanciato mettendo sul piatto 70 milioni di euro contro i 39 previsti. Una cifra che consentirebbe un aumento di capitale meno oneroso da parte degli altri azionisti. Inoltre sul campo resta sempre l’ipotesi della doppia newco: la cosiddetta midco, società in cui confluiranno Poste e i soci Cai, e Alitalia 2, in cui entreranno col 49% gli arabi e col 51% i soci italiani della midco. Restano ancora da superare alcuni problemi fiscali legati agli oneri che peseranno sugli eventuali utili. E su tutta la partita resta poi l’incognita della privatizzazione di Poste che, come ha spiegato fin dal proprio insediamento Caio, potrebbe slittare di un anno, al 2015.
Infine, c’è da sciogliere anche il nodo dei sindacati che nelle ultime ore hanno avuto contatti riservati con i vertici della compagnia. Due le possibili soluzioni alle richieste avanzate in precedenza dalla Uil sia nel negoziato sul contratto del trasporto aereo, sia in relazione all’integrativo aziendale che determina una riduzione del costo del lavoro di 31 milioni nel 2014. L’ok della Uil arriverebbe a patto che il contratto tenga conto anche in minima parte della specificità del lavoro del personale navigante e che il taglio del costo del lavoro venga spalmato su un arco di tempo più lungo.
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