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Alitalia, Delta conferma l’impegno: «Disposti a investire 100 milioni»

I 100 milioni di euro che Delta Airlines è disponibile a investire in Alitalia potrebbero fare la differenza. «Solo» 100 milioni, secondo i giudizi espressi da alcuni sindacalisti e, durante il negoziato, anche da uno dei potenziali partner, Atlantia.

Eppure questa somma è più di quello che sarebbe disponibile a mettere sul piatto Lufthansa, l’antagonista che piaceva ad Atlantia, a qualche politico (anche del Pd) e sindacalista. Ma i tedeschi hanno confermato che non vogliono investire nell’«equity» di Alitalia. «Prima i tagli, la ristrutturazione, gli accordi sindacali sugli esuberi», dicono i tedeschi. «Lufthansa potrebbe investire solo in un’Alitalia ristrutturata», ha confermato ieri al Sole 24 Ore un portavoce dalla Germania.

Il piano originario dei tedeschi prevede un’Alitalia con 74 aerei e 5-6.000 esuberi. Il piano Fs-Delta, al quale le due società lavorano da febbraio, ha individuato circa 2.500 esuberi e una flotta di partenza di 102 aerei (rispetto ai 113 di Alitalia a fine 2019).

Ma adesso il tira e molla delle trattative, e anche dei bluff, come è apparso a più di un negoziatore il comportamento di Lufthansa nelle ultime settimane, è finito. Nei prossimi giorni le Ferrovie dello Stato tireranno le fila di chi vuol partecipare al consorzio per la Nuova Alitalia e sceglieranno il «socio industriale», il vettore che – secondo una condizione posta da tempo da Fs – dovrà entrare nel capitale fin dal decollo della nuova compagnia.

Solo Delta ha confermato questa disponibilità e quindi è in pole position per diventare il partner della Nuova Alitalia, se non ci saranno imprevisti. Lufthansa nelle comunicazioni inviate nelle ultime ore alle Fs e agli advisor non parla di «equity», ma di come ristrutturare Alitalia. Lufthansa offre un’alleanza commerciale, l’integrazione nella sua rete e nel suo sistema di vendita.

Il termine per presentare l’offerta vincolante di acquisto delle attività di Alitalia scade il 21 novembre. Dopo sette rinvii, il governo non vorrebbe altre proroghe. Ma non è certo che la scadenza verrà rispettata. Dipenderà anche dalle scelte dei partner. Delta ieri ha confermato la disponibilità a investire 100 milioni. Atlantia, che fino a pochi giorni fa aveva riserve sul piano di Delta, non ha ancora preso impegni. «Il 21 novembre non è un termine realistico», ha detto l’a.d. di Lufthansa, Carsten Spohr.

Alitalia è il cliente più importante (quasi il 40% dei passeggeri) dell’aeroporto di Fiumicino, gestito da AdR, controllata da Atlantia con il 99,3 per cento. Se Alitalia saltasse, Atlantia avrebbe un problema. Ma la preoccupazione maggiore di Atlantia è la salvaguardia della concessione ad Autostrade per l’Italia, che il M5S dopo il crollo del Ponte Morandi (43 morti) ha detto di voler revocare. Il nuovo governo M5S-Pd è più conciliante, parla di «revisione» della concessione e non di revoca. L’epilogo della partita Alitalia va in parallelo con queste discussioni.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri auspica il rispetto dei tempi e, dopo l’ultimo prestito «non indifferente» di 400 milioni concesso dal Tesoro, chiede un piano industriale «convincente».

Fnta, in rappresentanza dei piloti e degli assistenti di volo di Anpac, Anpav e Anp, ha detto che «in considerazione del ridottissimo tempo ancora a disposizione, ritiene essenziale che la cordata composta da Fs, Atlantia e Mef scelga presto il miglior partner industriale internazionale per definire e mettere rapidamente in atto un piano industriale solido e credibile, capace di rilanciare definitivamente la Nuova Alitalia sul mercato».

Non manca una proposta di «gestione pubblica» per un periodo «transitorio» tra 18 e 24 mesi, viene da Leu con un emendamento al decreto legge fiscale alla Camera.

Gianni Dragoni

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