Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Alitalia, il decollo entro luglio Più snella, ci saranno esuberi»

La nuova Alitalia decollerà a inizio estate, ma dovrà essere snella (in termini di flotta e personale) per sostenersi da sola. È questa la road map per il rilancio della compagnia attraverso la newco Italia Trasporto Aereo tracciata ieri in audizione dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Una nuova Alitalia leggera, chiarisce Giorgetti, «avrà ripercussioni di carattere sociale». Il titolare del Mise non dà numeri, ma con un’aviolinea al decollo con 45-47 aerei e 4.500-4.800 dipendenti circa seimila persone resterebbero fuori: una parte sarà assunta in seguito, un’altra sarà accompagnata verso il pensionamento con ammortizzatori sociali di 4-5 anni.

Il governo ci crede nella newco — continua Giorgetti — e «mette 3 miliardi per avere una compagnia che garantisca l’accessibilità dell’Italia al cargo business e alla sua vocazione al turismo». Ma, sottolinea, «non dobbiamo ripetere gli errori del passato». Per questo ITA deve avere un piano industriale basato sulla «discontinuità, sulla sostenibilità economica e orientamento al mercato». L’iter prevede la cessione diretta a ITA del ramo aviation dell’attuale Alitalia, mentre handling e manutenzione erogano servizi alla newco e vengono messe in vendita. Alle gare parteciperà pure la newco: da quel che si apprende l’ad Fabio Lazzerini ha contattato diversi potenziali partner.

Il business plan di ITA è in fase di aggiornamento, punta alla crescita graduale e deve ancora recepire le indicazioni dell’Antitrust Ue. Nessun passo avanti concreto è stato fatto sulle alleanze internazionali, complice il fatto che secondo la Iata le frontiere tra i Paesi non dovrebbero riaprire prima di ottobre. Qualche analista teme che la newco sia troppo piccola all’inizio per poter reggere la concorrenza, ma è anche vero che il mercato per ora stenta a riprendersi.

«L’obiettivo della partenza di ITA è entro giugno-luglio», dice Giorgetti. Chi segue il dossier spiega che bisogna iniziare subito perché le low cost (Ryanair, easyJet, Wizz Air e Volotea) stanno portando alla saturazione dell’offerta sui voli nazionali e sulle rotte verso Spagna e Grecia. Il rischio è che al decollo la newco si ritrovi senza passeggeri che intanto hanno prenotato altrove. Per questo si studia la possibilità di far vendere i primi voli di ITA già all’amministrazione straordinaria dopo l’ok preliminare dell’Ue. Quanto all’attuale compagnia Giorgetti esclude altri prestiti ponte e anticipa che arriveranno 55 milioni di euro di indennizzi anti-Covid.

Le parole di Giorgetti allarmano i sindacati che chiedono un incontro urgente al governo. «Non possono essere nuovamente i lavoratori a pagare il conto», attacca Fabrizio Cuscito (Filt Cgil). «Sono stupito e anche un po’ angosciato», aggiunge Salvatore Pellecchia di Fit-Cisl.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa