Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia, data room dalla prossima settimana per i potenziali acquirenti

La prossima settimana verrà aperta la data room che per circa 4-6 settimane consentirà ai potenziali acquirenti di Alitalia l’accesso ai dati. L’annuncio sarà fatto oggi stesso dai tre commissari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, che hanno fatto sapere che non intendono comunicare il numero di quanti, tra le originarie 33 manifestazioni di interesse, hanno superato il primo step della selezione. Anche sui nomi c’è il massimo riserbo.
Secondo i rumors si tratta di un numero compreso tra 10 e 15; si fanno i nomi di British Airways, Delta Airlines (che potrebbe essere successivamente affiancata da AirFrance, visto che non può avere più del 49%), Etihad, Lufthansa, le low cost Easyjet e Ryanair, società di handling aeroportuale, insieme a fondi di investimento (Tpg e Cerberus). Ma anche gli operatori che non figurano in questa lista potranno ugualmente partecipare alle fasi successive della gara. Il collegio dei commissari invierà nei prossimi giorni una lettera di procedura con i termini e le modalità per presentare entro luglio le offerte non vincolanti. Lo step successivo prevede che, dopo una valutazione delle offerte non vincolanti, con lo svolgimento di un’eventuale gara, si passerà alla fase conclusiva con la presentazione delle offerte vincolanti, entro ottobre.
Sempre per luglio sarà pronto il nuovo piano industriale, con le indicazioni sul posizionamento strategico della compagnia che, non potendosi basare su nuovi investimenti, punterà sull’ottimizzazione dell’esistente: con l’avvio di nuovi collegamenti (in autunno il Roma-Malè, Roma-Nuova Delhi) e il rafforzamento di alcune tratte (Roma-Los Angeles) per assicurare la tenuta dei ricavi, tagliando in contemporanea i sovraccosti. Il nuovo piano non dovrà bruciare la cassa, l’emergenza al momento sembra superata visto che la scorsa settimana i commissari hanno dichiarato che Alitalia ha 617,9 milioni di liquidità (257,9 milioni in cassa e 360 milioni assegnati e depositati presso il ministero), una cifra che consente di estendere la programmazione dei voli ben oltre la stagione estiva. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a 24Mattino su Radio 24 ha spiegato che la priorità è «spendere meno soldi pubblici possibili» e «contemporaneamente assicurare ai cittadini le rotte e i servizi», la soluzione preferibile è «mantenere l’azienda tutta insieme, cedendola ad un operatore internazionale». La dichiarazione d’intenti del ministro Calenda appare ancora più significativa alla luce della stima del salvataggio di Alitalia fatta da Andrea Giuricin (Università Milano Bicocca) per l’istituto Bruno Leoni, in 4,485 miliardi di euro, considerando il costo per fornitori e creditori (2,285 miliardi), la Cigs (1,1 miliardi), le minori entrate fiscali (500 milioni) e il prestito ponte di 600 milioni. Il costo dei precedenti salvataggi è calcolato in 3 miliardi (2008) e 3,165 miliardi (2009-2014).

Giorgio Pogliotti

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa