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Alitalia, dallo Stato altri 350 milioni

Il governo concede altri 350 milioni di euro ad Alitalia, facendo salire a 1,25 miliardi il prestito ponte, quanto dovrebbe bastare per arrivare alla creazione di una cordata e alla presentazione di un’offerta vincolante da parte di Fs, Atlantia e un partner industriale. Ma su chi potrebbe essere questo partner negli ultimi giorni regna il caos, anche grazie a quello che due fonti bollano come le «ambiguità linguistiche» della tedesca Lufthansa che intralciano le trattative con l’americana Delta Air Lines.

Per scongiurare un’Alitalia senza più cassa in pieno inverno nella bozza aggiornata del decreto fiscale il ministero dello Sviluppo economico «di concerto» quello dell’Economia concede alla compagnia altri 350 milioni per la durata di sei mesi per «indilazionabili esigenze gestionali». Il periodo novembre-marzo è anche quello con i ricavi più bassi nel trasporto aereo.

La decisione del Mise precede la scelta dei tre commissari Enrico Laghi, Daniele Discepolo e Stefano Paleari chiamati a dare ulteriore tempo per presentare l’offerta (Fs e Atlantia hanno chiesto due mesi). «Prima di dire qualsiasi cosa sulla richiesta di proroga devo aspettare che siano i commissari a scrivermi e loro non l’hanno ancora fatto», ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli a SkyTg24.

Meno certezze ci sono sul fronte operativo. Ieri pomeriggio sono continuati gli incontri tra Fs e Atlantia che hanno preceduto una conference call con Delta che intende investire 100 milioni di euro per il 10 per cento della newco.

Ma sono discussioni in cui aleggia lo «spettro» di Lufthansa che ufficialmente ribadisce la disponibilità a una partnership commerciale con Alitalia senza metterci soldi. Ufficiosamente, invece, fa filtrare che sta valutando una partecipazione in equity. Su precisa domanda, attraverso un portavoce rispondono al Corriere che «non ci sono ancora i pre-requisiti per un nostro ingresso nel capitale di Alitalia». E i «pre-requisiti» per i tedeschi consistono in un’azienda ristrutturata in modo sostanziale dai commissari straordinari, con 6.000 esuberi (oltre la metà del personale attuale) e una riduzione della flotta fino al 40 per cento, cioè 70-80 aerei. Provvedimenti ritenuti inaccettabili.

L’atteggiamento dei tedeschi irrita chi segue il dossier Alitalia dall’inizio dell’amministrazione straordinaria 900 giorni fa. Altre due fonti ricordano che il primo incontro Fs-Lufthansa risale al 28 novembre 2018 a Roma. Poi sono seguiti quattro faccia a faccia nel quartier generale del gruppo tedesco a Francoforte. A gennaio Fs ha inviato una lettera a loro, Delta ed easyJet chiedendo entro l’8 febbraio 2019 di dire se sono disposti a entrare nel capitale. Gli unici a non rispondere sono stati i tedeschi. A non chiarire a Fs e Atlantia i due nodi principali (la quota nella newco e il ruolo di Alitalia nella prossima joint venture transatlantica) è anche Delta.

Leonard Berberi

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