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Alitalia, dal cda mandato per Etihad

Il cda di Alitalia si prepara a dare questa mattina mandato al presidente e all’ad della compagnia per la definizione di un pre-accordo con Etihad sulla base del quale avviare il negoziato finale sui dettagli dell’alleanza. Le ultime resistenze sono state allentate ieri mattina in occasione dell’incontro avvenuto a palazzo Chigi tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio (assieme al capo della segreteria tecnica del Tesoro Fabrizio Pagani e al capo di gabinetto del ministero dei trasporti, Giacomo Aiello) e gli esponenti delle banche creditrici di Alitalia, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps e Popolare di Sondrio e al quale avrebbero partecipato anche esponenti delle Poste. Il colloquio è servito, nella sostanza, al governo per avere da parte di tutti gli istituti di credito esposti verso la compagnia (per complessivi 560 milioni) la conferma dell’impegno a sostenere la chiusura di un accordo con Etihad, anche se questo comporterà sacrifici – in particolare per la cancellazione di parte dei crediti e la conversione del resto nel capitale della newco che si andrà a costituire sulle ceneri di Cai – che possono risultare più indigesti per le banche di dimensioni più piccole, come Mps e Popolare di Sondrio. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i tratti salienti del piano industriale della futura compagnia che Etihad ha cominciato a fornire, soprattutto alle banche, più in dettaglio nelle ultime settimane. E questo perchè il progetto di rilancio e sviluppo richiederà ulteriori efficienze – oltre ai 2.400-2.500 esuberi individuati nella lettera inviata da Etihad ad Alitalia nei giorni scorsi – ma anche nuovi investimenti a fronte dei problemi di liquidità che la compagnia ha ormai da mesi. Alle banche creditrici in un prossimo futuro potrebbe essere richiesto di contribuire con nuova finanza per sostenere il piano.
Ma di questo si parlerà più avanti, quando le due controparti entreranno nella definizione dei dettagli del matrimonio. Per ora il governo ha ottenuto l’impegno da parte delle banche – gli attori sinora più recalcitranti all’accettare i termini dell’intesa posti dagli arabi – ad andare avanti. I dettagli su quanta parte dei crediti verrà convertita in capitale, quanta sarà cancellata, quale distribuzione del peso sui singoli istituti ci sarà sono questioni che la varie controparti dovranno vedersi tra di loro.
La situazione è diversa per i vari istituti: Intesa e UniCredit, esposte rispettivamente per 280 e 140 milioni, sono anche azioniste. Ma è anche vero che buona parte dei loro crediti sono garantiti, sono legati agli asset come i leasing o ai flussi stagionali come al factoring.
Per oggi è previsto un cda di UniCredit nel quale sarà data informativa sullo stato dell’arte della vicenda Alitalia, così come era avvenuto per il consiglio di gestione di Intesa mercoledì. Ma queste informative sono passaggi formali nei board degli azionisti, non sono step vincolanti ai fini delle decisioni sulle sorti del debito di Alitalia, che arriveranno solo più avanti. Ieri intanto il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi ha annunciato un’imminente convocazione dei sindacati. «Domani (oggi, ndr) ci sarà il cda. Abbiamo avuto dialoghi orientati alla grande responsabilità, convocheremo rapidissimamente anche i sindacati già nella giornata di domani, dovessero arrivare segnali positivi dal cda» ha detto.

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