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Alitalia, dai soci un prestito di 200 milioni

Un finanziamento-ponte di 200 milioni (estendibile fino a 350) a carico dei soci di Alitalia. È questa la soluzione per superare la crisi di liquidità della compagnia, che sarebbe stata esaminata ieri dal consiglio di amministrazione. Una riunione lunga, durata circa sette ore, che ha offerto anche momenti di forte tensione, come quando uno dei soci, Salvatore Mancuso (fondo Equinox), nonché vicepresidente, ha proposto una sostanziale sfiducia nei confronti del presidente Roberto Colaninno. La sua sarebbe stata una vera e propria arringa con tanto di accuse rivolte a uno dei maggiori protagonisti dell’operazione Cai, diretta al ritiro delle deleghe in capo al «numero uno» del consiglio. A larga maggioranza la mozione è stata respinta ma la discussione testimonia il clima di tensione che regna tra gli azionisti il cui lock up, che li lega alle sorti di Alitalia, è scaduto da meno di due settimane.
Ieri non si è parlato di vendere le quote, perché Air France-Klm, maggior azionista, ha ancora il diritto di prelazione, perché nessun socio è disposto a sottoporre un eventuale vendita al cda (come è obbligatorio fare fino a ottobre prossimo). Ma soprattutto perché in realtà nessun acquirente, compresi i francesi, ha ancora fatto offerte concrete: tutti stanno a guardare. E all’amministratore delegato Andrea Ragnetti tocca scavallare i due trimestri più difficili dell’anno: i primi due. A questo serve il prestito-ponte su cui i soci avrebbero convenuto di approdare in un altro consiglio di amministrazione, già convocato per la prossima settimana. È stata vagliata, e poi esclusa, anche l’emissione di obbligazioni a 12-18 mesi eventualmente convertibili, e pure il ventilato aumento di capitale in due tempi: 200 milioni subito, 200 successivamente. Il motivo principale starebbe nella mancanza di volontà dei soci di bruciare altre risorse, ma anche nella necessità di rimpolpare nel giro di due settimane, e non due mesi, le casse di Alitalia.
Il cda ha anche esaminato i conti della compagnia senza ancora approvarli. La situazione che è emersa è complicata, come ha ammesso Ragnetti, che ha attribuito l’impasse a fattori congiunturali, quali la dinamica del Pil (Prodotto interno lordo) nel nostro Paese e non solo.
Alitalia comunque conferma le previsioni di budget per il primo trimestre e, per ora, l’obiettivo di un pareggio operativo nel 2013. Quanto al quarto trimestre, risulta in miglioramento rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio, confermando l’inversione di tendenza rispetto al primo semestre dell’anno, che si era già delineata nel terzo trimestre. L’approvazione del bilancio 2012 sarà all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione in agenda per il 25 febbraio prossimo.
Secondo rumors circolati nei giorni scorsi, i principali soci avrebbero affidato il mandato all‘advisor Rothschild per sondare e valutare le possibili opzioni di vendita ma l’affidamento sarebbe ancora in corso di perfezionamento. Mentre per quanto riguarda lo scorporo del Millemiglia in una nuova società è stato già deliberato in una precedente riunione del board.

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