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Alitalia continua a bruciare cassa ma annuncia un utile trimestrale

Alitalia continua a bruciare cassa, la posizione netta di cassa stimata a fine settembre è pari a 606 milioni, cioè 163 milioni in meno rispetto a fine aprile, anche se annuncia che raggiungerà un piccolo utile nel terzo trimestre. Il periodo estivo dovrebbe chiudersi con 2 milioni di attivo, al netto di imposte, interessi e ammortamenti. Queste stime sono state comunicate ieri dai tre commissari alla commissione Trasporti della Camera, con l’indicazione dei conti previsti al 30 settembre. In merito alla stima di utile netto di 2 milioni, illustrata da Stefano Paleari, il coordinatore dei commissari, Luigi Gubitosi, ha puntualizzato che «è una stima». Per i commissari «è un buon risultato, non accadeva da molti anni». Questo non significa un risanamento, perché il terzo trimestre è la stagione migliore per le compagnie aeree. Con il quarto trimestre per Alitalia si preannuncia di nuovo un periodo di perdite.
Nel primo semestre di quest’anno la compagnia ha già dichiarato un perdita netta di 315,2 milioni (rispetto a -527,6 milioni della prima metà del 2017). Pertanto, se il risultato del terzo trimestre fosse confermato in +2 milioni, nei primi nove mesi ci sarebbe una perdita netta di 313 milioni. Sarebbe un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2017, un anno penalizzato dal collasso finanziario e dal commissariamento scattato il 2 maggio. Nei primi nove mesi i passeggeri sono stati 16,4 milioni, lo 0,4% in più dell’anno scorso.
Un piccolo recupero, inferiore alla crescita del mercato italiano, pari a +5,3% nei primi otto mesi, secondo i dati Assaeroporti. I ricavi passeggeri di Alitalia nei primi nove mesi sono aumentati del 7% a 2.025 milioni, i ricavi totali sono aumentati del 4,6% a 2.354 milioni.
È importante analizzare la liquidità, perché Alitalia entro il 15 dicembre prossimo secondo la legge dovrà restituire i 900 milioni del prestito statale concesso quando stava per essere commissariata per insolvenza. Secondo i dati depositati dai commissari, a fine settembre la posizione netta di cassa di Alitalia sarà pari a 606 milioni. Questa è la liquidità della compagnia, esclusi i depositi, che dal 2 maggio 2017 al prossimo 30 settembre avranno assorbito 163 milioni, in larga parte per il versamento di circa 103 milioni in garanzia alla Iata fatto quando l’aviolinea fu commissariata. A fine aprile Alitalia aveva una posizione netta di cassa di 769 milioni di euro, esclusi i depositi (allora pari a 145 milioni). Dunque la liquidità, che è stata ottenuta grazie al prestito statale di 900 milioni, si sta lentamente consumando. L’attenzione della commissione si è concentrata sul futuro assetto societario di Alitalia. Secondo la legge entro il 31 ottobre la compagnia dovrebbe essere ceduta. Ma la vendita è bloccata, perché il governo sta studiando un intervento di una cordata pubblica guidata da Fs. «Non commentiamo Fs o Cdp. È una scelta governativa e non tocca a noi commentare», ha detto Gubitosi. Il governo ha parlato anche di un partner, ipotizzando Boeing, un punto da chiarire.
I commissari hanno osservato che i costi si sono ridotti, tranne il carburante che sta crescendo, nei primi nove mesi è aumentato di 42 milioni a 584 milioni. Sul costo del personale Gubitosi ha detto che «non è il problema principale», in nove mesi il costo è diminuito di 12 milioni a 445 milioni. Della cordata pubblica non dovrebbe far parte Leonardo. A domanda se abbia ricevuto richieste dal governo l’a.d. Alessandro Profumo ha risposto: «No».

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