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Alitalia, colpo di coda di piloti e hostess

L’accordo Alitalia-Etihad va firmato entro fine mese, ma la trattativa, ormai in dirittura d’arrivo, trova ancora qualche intoppo, come l’irrigidimento dei sindacati del volo sulla vertenza del contratto nazionale. 
James Hogan, l’ad della compagnia degli Emirati Arabi Uniti, è arrivato nella capitale: oggi presenta un nuovo volo Roma-Abu Dhabi. Il numero uno di Etihad ha anche incontrato Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Alitalia: la firma sull’intesa, non prevista in questi giorni, è sempre più vicina, ma l’attenzione è tutta rivolta alla Cgil che sembra non volerne saperne di ratificare l’accordo raggiunto sabato sugli esuberi da Cisl, Uil e Ugl e dalle sigle del volo (Anpac, Anpav e Avia). Intanto prosegue a oltranza la vertenza tra Alitalia e sindacati sul costo del personale e sul contratto nazionale, da cui dovrebbe discendere un accordo aziendale con 31 milioni di risparmi. In serata la denuncia di Anpac, Anpav e Avia, riporta le lancette indietro: «Sta emergendo un patto “ad excludendum” che, se finalizzato, inibirebbe la reale e completa rappresentatività dei piloti e assistenti di volo».
Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, sottolinea: «Siamo in dirittura d’arrivo. Ognuno si sta assumendo le proprie responsabilità: i sindacati, le banche, le società. Mi auguro che anche la Cgil riveda la sua posizione. Ma sia chiaro che ci muoviamo nel rispetto della legge. Ad oggi l’80% dei lavoratori sono rappresentati dalle attuali sigle sindacali».
Intanto ieri dalle riunioni dei vertici Filt-Cgil con i delegati è emerso chiaro il «no» all’accordo: secondo il sindacato, rispetto ai 2.251 lavoratori coinvolti, circa 600 saranno riassorbiti in Alitalia, ma ce ne sarebbero ben 1.687 che di fatto vengono licenziati. A questa cifra si arriva sommando chi andrà in mobilità (quasi mille) e chi si prevede che sarà ricollocato entro dicembre in società esterne (quasi 700). Il sindacato, invece, sostiene che non ci sono vere garanzie per questi ultimi. Inoltre la Filt Cgil attacca: «Alitalia ha confermato sin dall’inizio la ferma volontà di procedere a licenziamenti» e ha ribadito questa posizione «perfino quando il ministro del Lavoro Poletti ha proposto il ricorso alla cigs».
Sul fronte finanziario, dopo il «sì» alla ristrutturazione del debito da parte delle quattro banche creditrici, Intesa San Paolo e Unicredit sono pronte anche a sostenere eventuali contenziosi e perdite di Alitalia nel 2014. Lo stesso non sembra intenzionata a fare Poste, che di fatto prende tempo. L’ad di Poste Italiane, Francesco Caio, non commenta «singoli aspetti della trattativa» e sa bene che sull’operazione di acquisizione della quota in Alitalia da parte del partner arabo sono puntati gli occhi dell’Unione europea. Ma le Poste sono sempre orientate a investire ancora in Alitalia? «Stiamo lavorando al tavolo e apprezziamo lo spirito costruttivo di chi lo porta avanti — risponde Caio facendo melina —. Il procedimento è in corso: vediamo come evolverà». Comunque «ognuno deve farsi carico delle proprie prospettive e, queste, per noi sono rappresentate dal mercato», spiega il manager che però conferma l’assunzione di una parte del personale in esubero: «Dal quadro di sinergie definito attualmente è previsto l’ingresso di 25 persone nei servizi Ict».
Intanto nella trattativa sul contratto nazionale i sindacati hanno chiesto per il prossimo triennio aumenti salariali complessivi del 6%, in due tranche. Il contributo di solidarietà, secondo i sindacati, sarà di circa 100 euro per un lavoratore di terra (che ha uno stipendio di 1.200 euro mensili) e arriverà a 1.500 euro per un pilota. Ma la Uil Trasporti punta i piedi e chiede di consultare la base.
Nei giorni decisivi della trattativa Alitalia-Etihad, torna in ballo la gestione degli ex amministratori della compagnia, tra i quali Giancarlo Cimoli e Francesco Mengozzi: i giudici della Corte dei Conti hanno chiesto, per danno erariale, circa 2 miliardi di risarcimento a 16 ex amministratori che avevano operato nel periodo 2002-2012 ma gli avvocati dei manager hanno ottenuto la sospensione del giudizio in attesa dell’esito dei ricorsi in Cassazione.

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