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Alitalia circondata La nuova frontiera è a Sud

Salta la fusione con la siciliana Wind Jet, perché l’Antitrust si oppone? Bisogna cedere spazi (quattro coppie di slot su 15, un quarto) sulla redditizia Linate-Fiumicino, sempre perché l’Autorità per la concorrenza lo chiede? Al Frecciarossa si aggiunge Italo che drena altri clienti sulla Milano-Roma? A mali estremi, estremi rimedi, si devono essere detti Roberto Colaninno e Andrea Ragnetti, presidente e amministratore delegato di Alitalia Cai. Virata, si fa rotta sulla Sicilia. La tratta Roma-Catania è la più trafficata d’Italia ed è (quasi) altrettanto succosa per la compagnia che vuole raggiungere nel 2013 il pareggio operativo mancato l’anno scorso (69 milioni di perdita netta). Mezzo della siciliana conquista è il braccio low cost del gruppo, AirOne.
Dopo l’ok dell’Antitrust, venerdì scorso, al suo impegno (dovuto) di cedere ai concorrenti otto voli al giorno fra andata e ritorno da Linate a Roma, e dopo avere appena tagliato con la stessa AirOne ben quattro rotte a Malpensa (compresa quella su Londra Gatwick durata appena sei mesi), l’ex compagnia di bandiera apre da oggi con AirOne una base a Catania. È un altro sgambetto a Giuseppe Bonomi, l’amministratore delegato della Sea, con il quale i rapporti su Malpensa erano tesi già dai tempi di Rocco Sabelli, il precedente capoazienda. La mossa lascia spazio alla EasyJet di Carolyn McCall che ormai di Alitalia è il vero rivale nel nostro Paese. Con le debite proporzioni, vanno a combattersi due donne visto che il nuovo capo di AirOne si chiama Laura Cavatorta.
«Abbiamo cancellato le quattro rotte da Malpensa perché la redditività non era soddisfacente — dice Cavatorta —, ma non significa che stiamo lasciando lo scalo, abbiamo aperto Belgrado e Kiev, avremo Cagliari da metà ottobre. Non stiamo affatto riducendo l’impegno sul low cost». Però a due anni dall’integrazione con Alitalia, con 2,2 milioni di passeggeri e 140 milioni di fatturato stimati nel 2012, l’AirOne che fu di Carlo Toto non arriva a coprire il 10% dei passeggeri del gruppo (è l’obiettivo per il 2013) e porta solo il 4% dei ricavi.
I tre alleati
In Malpensa il governo è appena entrato, via Sea, con il fondo F2i, partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti, che è controllata dal Tesoro. Se ne attende il potenziamento, a discapito di Linate, un po’ per questo, un po’ per la prevista quotazione in Borsa, un po’ per il piano sulla redditività degli aeroporti del ministro Corrado Passera (ma fu lo stesso Passera, quand’era banchiere in Intesa, a varare nel 2010 il piano Fenice che portò Alitalia a smobilitare dallo scalo varesino). In Malpensa la compagnia di Ragnetti pesa già un terzo rispetto a EasyJet (il 12,5% dei passeggeri contro il 31,17%, gennaio-agosto 2012). La strategia, s’intuisce, è pesare ancora meno. I due scali viaggiano l’uno all’inverso dell’altro.
Da gennaio ad agosto Malpensa ha perso il 3,7% dei passeggeri, il 9,5% dei movimenti, il 9,1% delle merci (fonte Sea). Nello stesso periodo Linate è cresciuta del 3,7% nei primi, dell’1,7% nei secondi e ha ceduto solo il 2,9% nel cargo. I voli da Malpensa su Parigi (AirFrance) sono scesi fra il 2007 e il 2011 da 35 a zero, quelli su Linate più che triplicati da 13 a 42; stesso andamento (vedi grafico) per Amsterdam (Klm) e Londra (British Airways). Alitalia e i suoi tre alleati in SkyTeam hanno insomma blindato Linate («Una spartizione in casa», commenta un osservatore), che cresce salvo una rotta: proprio la Linate-Fiumicino che, tutta in mano finora ad Alitalia e bombardata dall’Alta Velocità ferroviaria, perde come un colabrodo.
Secondo stime attendibili, il traffico in andata e ritorno qui è crollato in tre anni da 2,5 a 1,5 milioni di passeggeri e i voli giornalieri si sono dimezzati da 50 a 25 in media (11 nel weekend, 30 in tutti gli altri giorni). Di questi, Alitalia dovrà cedere ora poco più che un quarto. È chiaro che per i milanesi Linate è più comodo di Malpensa, ma qualcuno s’interroga sull’uso disinvolto della legge Bersani da parte del gruppo romano, che usa gli slot, con ben cinque certificati di operatore: Alitalia, AirOne, il defunto marchio Volare, AirOne City Line, l’estinto Alitalia Express.
Il 10 ottobre si pronuncerà il Consiglio di Stato sul ricorso presentato da Alitalia contro il presunto monopolio su Linate. Nell’attesa, e complice l’abolizione dei treni a lunga percorrenza da parte di Fs, Ragnetti e Colaninno elaborano l’alternativa siciliana con l’AirOne che chiamano smart carrier, e non low cost, anche se i biglietti da Catania partono da 26 euro. «Non siamo paragonabili a EasyJet, abbiamo un modello misto», dice Cavatorta. Di certo, con tutta l’Alitalia, in forzato aggiustamento.

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