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Alitalia ciclone Carolyn su Linate

C arolyn McCall da Bangalore è laureata in storia e politica, viene dal Guardian ed è amministratore delegato di EasyJet da 22 mesi. Andrea Ragnetti da Perugia lavorava in Philips ed è al timone di Alitalia da un mese. Si daranno battaglia nei cieli italiani, a partire dalla Milano-Roma: tratta sulla quale l’Antitrust ha deciso martedì, 17 aprile, che la compagnia presieduta da Roberto Colaninno non potrà più essere monopolista, e per la quale EasyJet ha chiesto formalmente venerdì di avere a Linate gli slot (le finestre di decollo e atterraggio): «Sedici al giorno», precisa ora a Corriere Economia Frances Ouseley, direttore Italia di EasyJet. E promette prezzi del 50% inferiori.
Entro 90 giorni Alitalia dovrà presentare le proposte per fare spazio ai rivali nelle fasce di mattino e sera. Ed entro il 28 ottobre «deve rimuovere la posizione di monopolio», raccomanda l’Antitrust, che si pronuncia sul caso dopo quattro anni di silenzio per la moratoria concessa dal governo Berlusconi su Alitalia-Cai. «Decisione sorprendente quella di Antitrust», ha detto Ragnetti, annunciando ricorso. «Noi la accogliamo con favore», ribatte invece EasyJet, che serve Roma, ma finora soltanto da Malpensa.
Altri possibili rivali di Alitalia sulla rotta più redditizia d’Italia, ma meno forti per marchio e strutture, sono Meridiana, che sulla tratta diretta si era ritirata proprio perché «non poteva raggiungere una dimensione minima sufficiente, avendo solo due slot», scrive l’Antitrust; e Air Dolomiti del gruppo Lufthansa, che proprio perché non poteva usufruire appieno di Linate ha preferito ridimensionarsi nel nostro Paese e dichiara: «Al momento non ci sono piani di voli domestici in Italia». «Sarà necessario vigilare — avverte ora Ouseley — affinché Alitalia rilasci un numero adeguato di slot, in orari adeguati a consentire a un’altra compagnia di offrire un prodotto alternativo, in modo che la scelta torni finalmente ai consumatori». E avverte: «Stiamo studiando la decisione con i nostri legali. Ci riserviamo le opportune iniziative al riguardo».
Diventa così primo rivale di Alitalia non un’altra compagnia di bandiera, bensì una low cost, dai prezzi bassi. Proprio il settore nel quale Alitalia, con il marchio Air One, vuole espandersi dopo l’acquisizione, annunciata il 13 aprile, della siciliana Wind Jet. Sia chiaro, è la stessa strada seguita, causa crisi e costi del petrolio, da Iberia, Lufthansa, AirFrance-Klm. «Ma è complicato lanciarsi nelle low cost dall’oggi al domani, difficile che Alitalia riesca a farci concorrenza», dice McCall. Colaninno e Ragnetti hanno comunque un motivo in più per provarci.
Le quote perse
Sulle rotte domestiche Alitalia-Air One, in confronto ai vettori low cost, al dicembre scorso perdeva quote. Secondo le rilevazioni Università Bocconi-Gruppo Clas su dati Oag, è scesa al 48% dei posti offerti, contro il 59% del 2008. Nello stesso periodo Ryanair è salita dal 7% al 20%, EasyJet dal 7% all’11%, Wind Jet dal 7% all’8% e Blue Express dal 3% al 4%. Alitalia punterebbe a crescere oltre il 50% nel mercato domestico: «L’obiettivo è diventare un gruppo con un’offerta low cost da leader», dice Andrea Stolfa, direttore marketing e network.
La Blue Panorama di Franco Pecci era l’altra compagnia con cui Alitalia aveva annunciato l’integrazione, ma le trattative si sono bloccate. Perché? Secondo osservatori, hanno pesato problemi sulla gestione (Pecci non vorrebbe perdere ruolo) e i costi. Il bilancio 2011 di Blue Panorama non è disponibile, ma da quello 2010, a fronte di un patrimonio netto di 10,7 milioni, emergono debiti per 118,39 milioni, dei quali 16,4 milioni oltre i 12 mesi per finanziamenti da banche (Unicredit e Bnl). Inoltre Blue Panorama sarebbe servita ad Alitalia anche per lanciare i charter, settore con il quale la compagnia di Pecci copre più della metà del fatturato, ma che oggi soffre sul lungo raggio. «Sui charter stiamo investendo molto, proseguiremo da soli», dice Stolfa.
Con Wind Jet, invece, che integra Air One allargando al Sud («Operazione razionale che genera valore», dice Stolfa), l’accordo si è concluso. «Uno dei problemi sarà la gestione del doppio marchio nel low cost», commenta Oliviero Baccelli, vicedirettore del Certet Bocconi. L’altro è, anche qui, l’ok dell’Antitrust. Entro questa settimana Alitalia notificherà l’acquisizione all’Authority, che darà il responso per metà luglio: in piena stagione. Non è scontato che sia un sì, perché proprio Wind Jet è indicata dall’Antitrust come garanzia di concorrenza al Sud. Sulla campagna pubblicitaria per il low cost, comunque, Alitalia sta già ragionando: «Saremo più presenti in social network, siti, forum, radio, cartellonistica», dice Stolfa.
La proposta
Per Alitalia, però, ciò che più che mai appare cruciale è Linate. Anche se, fra ricorsi e assegnazione degli slot, lo scalo non si aprirà prima del marzo 2013. L’Antitrust non indica, infatti, come le «finestre» debbano essere liberate. E sulla Milano-Roma Colaninno ha investito in strutture. Perciò Baccelli suggerisce una «soluzione saggia», dice: anziché far cedere slot ad Alitalia, aumentare il numero dei movimenti all’ora. Limitati, a Linate, a 18 dalla legge Bersani (fu per incentivare Malpensa). «Bisognerebbe giudicare la tratta Linate-Fiumicino simile a quelle a contiguità territoriale, di utilità sociale, come la Sardegna», dice Baccelli. Serve un decreto del governo.

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