Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Alitalia chiederà altri fondi alle banche»

ROMA — Tempi lunghi, molto lunghi, per il negoziato con Etihad. E nel frattempo Alitalia, che ieri ha rinnovato il consiglio di amministrazione mantenendo però immutati i vertici, potrebbe dover chiedere altro denaro alle banche, ma anche altri aumenti di capitale ai soci, se non «saranno centrati gli obiettivi di piano».
Lo ha ammesso ieri l’amministratore delegato Gabriele Del Torchio, che ha assunto anche la delega di vicepresidente: «Stiamo lavorando con le banche per raccogliere liquidità extra a sostegno della crescita di Alitalia». La compagnia si è «rafforzata dal punto di vista della solidità patrimoniale — ha detto —, ora dovrà farlo sul piano finanziario. Stiamo discutendo con le banche affinché ci accompagnino in questo cammino di crescita». Peraltro, ha concluso, i 391 milioni incassati dalla compagnia con l’aumento di capitale e il prestito convertendo «saranno sufficienti se saranno centrati gli obiettivi di piano, altrimenti saranno inevitabili altri aumenti».
L’assemblea della compagnia è stata chiamata a deliberare alcune modifiche allo Statuto, tra le quali quella che consente di nominare un board composto da un numero di consiglieri compreso tra un minimo di 7 e un massimo di 19 e non più in misura fissa di 19.
Il nuovo cda è formato da 11 membri: Roberto Colaninno (presidente, per Immsi), Gabriele Del Torchio (espresso dalla lista Unicredit-Poste), Fabio Canè (già indagato nell’inchiesta sulla scalata di Lactalis su Parmalat) e Amedeo Nodari (entrambi per Intesa Sanpaolo), confermato Davide Maccagnani (per Macca), new entry per Mario Volpi (per il nuovo socio Odissea di Antonio Percassi), confermato Antonio Turicchi (per Atlantia), nuovo ingresso per Ranieri de Marchis (per Unicredit), Paolo Luca Stanzani Ghedini e Alessandro Zurzolo (per Poste) e Pierre Francois Riolacci per Air France-Klm.
Dopo la conversione delle obbligazioni, si è fatta chiarezza sul nuovo assetto dell’azionariato che vede Intesa raddoppiare il proprio impegno dal 10,1% al 20,59% e Immsi di Colaninno passare dal 7,1% al 10,19% mentre Atlantia scende dall’8,9% al 7,44%, ma soprattutto Air France-Klm crolla dal 25% al 7,08%. Poste entra con il 19,48% e Unicredit con 12,99 è il terzo azionista. Fire dei Riva, convertendo le obbligazioni ma non avendo sottoscritto l’aumento di capitale, passa da 10,6% a 4,28%, appena sopra la new entry Percassi, che si attesta a 3,9%, seguito da Maccagnani che sale, come Pirelli. Tutti gli altri soci restano ma scendono diventando davvero minoritari: anche Carlo Toto mantiene un complessivo 0,82%, fortemente diluito Salvatore Mancuso che passa da 3,8% a 0,3%, Marcegaglia resta con 0,75%.
Colaninno ha chiarito di accogliere la designazione alla presidenza «allo scopo di garantire il completamento di questa fase operativa e di transizione della società». Il cda durerà, secondo Del Torchio, fino all’approvazione del bilancio 2014. Il che potrebbe dire che il cda non sarà cambiato ma integrato se l’ingresso di Etihad avvenisse prima, oppure che la trattativa si prevede davvero lunga. Sul punto Del Torchio ieri si è limitato a esprimere ottimismo, confermando l’appuntamento nei prossimi giorni con i sindacati per l’applicazione del piano che «per il momento non prevede licenziamenti».
In attesa di conoscere le intenzioni di Etihad, che ieri ha detto di non essere interessata a investire nella società che gestisce Fiumicino (Adr), si fa interessante la posizione di Air France-Klm, di cui ieri Del Torchio ha comunicato la volontà di restare «partner industriale». I francesi seguono la trattativa e potrebbero puntare a aumentare la propria presenza in Alitalia se Etihad acquistasse. Oppure tornare a essere l’ultima spiaggia se gli arabi, che finora hanno mostrato grande intransigenza nel trattare con le banche, si tirassero indietro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa