Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia in cerca di soci guarda ai cinesi e a Delta Sei mesi non basteranno

Fuori le banche, dentro – se si troveranno – gli acquirenti industriali. Il giorno dopo il commissariamento di Alitalia, l’obiettivo primario del governo e dei tre commissari è quello di cedere la compagnia intera. Ma vista la situazione non è il caso di fare troppo gli schizzinosi: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari che hanno preso il timone dell’azienda sono di fatto aperti a qualsiasi manifestazione d’interesse o – nel peggiore dei casi – a uno spezzatino degli asset. Questo mentre le banche creditrici da protagonisti dela vicenda diventano spettatori interessati, che puntano solo a recuperare al meglio – sarà difficile – i loro soldi e quindi chiedono un solido partner industriale.
L’amministrazione straordinaria varata con un prestito da 600 milioni dovrebbe durare sei mesi, ma potrebbe allungarsi anche fino a un anno: se nel primo semestre si troverà un’offerta convincente sia per i commissari sia per l’Unione europea – che in tal caso dovrebbe autorizzare la proroga del prestito oltre la scadenza prevista – potrebbero volerci altri mesi per concludere un accordo. Ma a chi vendere una compagnia che già nel 2008 in altre condizioni di mercato non riuscì a trovare acquirenti esteri? E in quali condizioni una vendita sarebbe possibile? Il nome della tedesca Lufthansa continua a ricorrere, mentre dal Nord America i rumors parlano di un partner storico di Alitalia come Delta che sarebbe attirato da alcuni asset: secondo un report di Hsbc ci sono gli slot di Milano Linate e a seguire il marchio del vettore.
Secondo altre indiscrezioni in campo ci sarebbero altre due compagnie asiatiche che nelle scorse settimane avrebbero incontrato a Roma, in gran segreto, alcune delegazioni sindacali e un gruppo di comandanti: China Airlines e Hainan, non fanno infatti mistero del loro interesse per i piloti italiani. Che poi questo interesse si possa allargare all’intera compagnia è tutto da vedere. Così come è da stabilire quale Alitalia sarebbe vendibile: quella attuale ovviamente no. La «due diligence » da parte dei commissari potrebbe far emergere situazioni ancora peggiori di quelle conosciute finora. Un’Alitalia vendibile sarà probabilmente un’Alitalia ancora più ridotta all’osso di quanto prevedeva il piano bocciato dal referendum del personale.
In parallelo c’è molta attenzione – e qualche preoccupazione – per le mosse di Matteo Renzi. Il segretario del Pd sarebbe felice di trovare una soluzione su misura per salvare Alitalia e darsi una spinta elettorale. Le preoccupazioni riguardano soprattutto la Cdp che, suo malgrado, si vedrebbe di nuovo chiamata in causa dall’ex premier.
Infine un’altra partita che si starebbe giocando su un campo ben più impegnativo: quello dell’Ue dove si comincia a ripensare alle norme che oggi limitano al 49 per cento la presenza di soggetti extra Ue nelle linee aeree continentali. Un percorso che nel giro di qualche mese potrebbe riaprire i giochi per i big del Golfo, Etihad compresa.

Lucio Cillis

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa