Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia cerca fondi e punta all’estero

«Piano Fenice», addio. Da ieri Alitalia ha abbandonato definitivamente il programma di sviluppo disegnato nel 2008, quando la compagnia rinacque dalle sue ceneri, come l’Araba fenice. Quel piano era stato disegnato in vista di un’integrazione con Air France-Klm e conferiva ad Alitalia un ruolo prevalente sul domestico e sull’internazionale, lasciando il ricco mercato dell’intercontinentale all’alleato, con risultati evidenti.

Il futuro della compagnia, ora guidata da Gabriele Del Torchio, nel 2013-2016 sarà altrove: nello sviluppo dei voli di lungo raggio, dove i margini sono maggiori, e nel cambiamento di pelle di AirOne: la compagnia fondata da Carlo Toto muterà anche il nome oltre alla mission, andando a posizionarsi su due aree: la Sicilia e il Nordest.

Nell’immediato futuro le previsioni non sono rosee: «Alitalia perderà soldi anche quest’anno — ha ammesso il presidente Roberto Colaninno —, ma il piano che presentiamo (…) ci porterà al turnaround, all’equilibrio economico e finanziario dei conti nel 2014». L’utile potrebbe tornare nel 2016, passando da un ebit industriale positivo già nel secondo semestre del 2013, dal sostanziale pareggio del margine operativo nel 2014, fino al pareggio di bilancio del 2015.

Fino ad allora i soci non vedranno ancora un ritorno dell’investimento, anzi entro la fine dell’anno dovranno versare i 55 milioni mancanti dal prestito-ponte da 150. A dicembre 2013 sarà necessaria «una liquidità pari a 300 milioni», anche le banche saranno chiamate a una rinegoziazione.

 

Gli obiettivi del piano, che non avrà ricadute occupazionali, sono ambiziosi: un aumento dei passaggeri da 23 a 26 milioni di passeggeri a fine piano, e delle le rotte (+36%), privilegiando quelle internazionali e intercontinentali per realizzare le quali si prevedono per ora nuove alleanze. In particolare tra il 2014 e il 2016 potrebbero aggiungersi Nairobi, Seoul, Santiago del Cile, San Francisco, Johannesburg da Roma e Shangai, Abu Dhabi e Osaka da Malpensa e Tokyo da Venezia. Quest’ultimo scalo assumerà maggiore importanza nei nuovi piani. L’altra novità è lo scorporo di AirOne in una nuova business unit , con nome, colori e livrea nuovi.

Innovativa vuole essere anche la politica tariffaria organizzata per categorie, come i giovani, le famiglie e gli immigrati. Nuovo slancio dovrà assumere anche lo sviluppo di Fiumicino,: la presenza ieri dei vertici di Aeroporti di Roma ha suggellato il ritorno a una collaborazione.

Quale sarà la sorte dell’alleanza con Air France-Klm? «Nessuno ci è venuto a cercare e non abbiamo cercato nessuno» ha sottolineato Colaninno. Anzi, ha insistito, «oggi non c’è l’obiettivo di vendere a un terzo» e il piano «non presuppone interventi sul capitale. Per noi la situazione è così com’è oggi». quanto a un eventuale intervento della Cassa Depositi e Prestiti, che è parso non dispiacere al ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, intervistato dal Corriere , è ben vista anche se non ci sono ancora elementi di fatto. Il contributo chiesto alle istituzioni per ora sembra essere quello di arginare la presenza delle low cost come Ryanair che, secondo l’ad, «distrugge posti di lavoro in Italia».

La parola più pronunciata ieri in conferenza stampa, «passione», comparirà nel nuovo slogan di Alitalia: «Orgogliosi di mostrare il meglio del nostro Paese. Appassionatamente».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa