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Alitalia, c’è Rothschild

I commissari straordinari di Alitalia Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari hanno nominato Rothschild advisor finanziario. Intanto, oggi, la Uiltrasporti presenta il proprio progetto per l’ingresso dei dipendenti nell’azionariato della società. Un’operazione per il rilancio della compagnia di bandiera che è stata messa in vendita dal governo e che attende per il 5 giugno l’arrivo delle manifestazioni di interesse non vincolanti. «Stiamo ultimando l’elaborazione di un progetto per Alitalia, che domani (oggi per chi legge, ndr) condivideremo con la nostra struttura interna, nel quale punti fondamentali sono l’ingresso dei lavoratori dipendenti nel capitale azionario dell’azienda e una governance basata sul sistema duale tedesco come Lufthansa», ha spiegato il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi.

«Siamo convinti che i tempi siano maturi per modificare il rapporto tra azienda e dipendenti», ha aggiunto, «dando fiducia all’una e agli altri ed al mercato, attraverso un maggior coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte strategiche dell’azienda, attraverso un consiglio di sorveglianza che darebbe la possibilità ai dipendenti del controllo gestionale della società, pur mantenendo la distinzione con la struttura amministrativa che rimarrebbe in capo al consiglio di amministrazione». «I numerosi fallimenti della società», ha proseguito Tarlazzi, «richiedono un cambio di passo; ridurre pertanto le distanze tra capitale e lavoro è una scelta che dovrebbe essere introdotta in molti segmenti economici del nostro paese e che per Alitalia potrebbe rappresentare il ritorno a quel clima di fiducia complessivo venuto meno in special modo negli ultimi anni. È una valorizzazione delle professionalità dei lavoratori», ha concluso il segretario della Uiltrasporti, «e altrettanto gioverebbe al sistema se anche lo Stato, pur con una quota minima, partecipasse alla gestione e al controllo».

Intanto, ieri mattina, il ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda si era detto «d’accordo» con la proposta del ministro dei trasporti, Graziano Delrio, di rimuovere il tetto Ue fissato al 49% che le compagnie extra europee possono avere nell’azionariato di vettori europei.

Giovanni Galli

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