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Alitalia, cantiere senza fine Il salvataggio è ancora al palo

Serve ancora tempo per la nascita della nuova Alitalia, anche se il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, che ha preso in mano il dossier, sta lavorando senza sosta affinché il debutto della newco, il cui percorso è fissato nel decreto agosto, sia «imminente». E forse già la prossima settimana potrebbe tenersi un tavolo tra i quattro ministeri coinvolti (Mit, Tesoro, Sviluppo Economico e Lavoro) per un confronto sul decreto che servirà ad avviare la costituzione della nuova società. La telenovela, dunque, attorno al destino di Alitalia non si è ancora conclusa e intanto il contatore dello sforzo messo in campo dallo Stato in tutta la storia della compagnia fa segnare finora oltre 12,5 miliardi, come calcolato dal Sole 24 Ore il 26 maggio scorso partendo dallo studio di Mediobanca che aveva indicato in 7,4 miliardi i costi diretti del vettore dal 1974 al 2014. Mentre la Lega (si veda anche la missiva in pagina) è tornata a chiedere ieri al governo di riferire sul futuro di Alitalia «ancora avvolto nelle nebbie».

La road map da seguire è comunque quella delineata dal decreto agosto che ha fissato l’iter per la nascita della newco, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro. Una nuova società che sarà chiamata a redigere il piano industriale nel quale dovranno essere indicati i numeri definitivi della compagnia, a cominciare da flotta, rotte e occupazione. Tutti tasselli su cui è altissima l’attenzione dei sindacati, preoccupati dell’incertezza che regna attorno alla partita, come ha ribadito nei giorni scorsi anche Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil che ha chiesto all’esecutivo «di accelerare sulla costituzione della nuova compagnia che deve avere al più presto un piano industriale e di sviluppo che preveda il mantenimento dei livelli occupazionali attuali».

Il confronto sul futuro assetto della newco sta comunque proseguendo in queste ore e l’ipotesi attorno a cui si ragiona, per assicurare la discontinuità chiesta da Bruxelles, è quella di una struttura societaria articolata per linee di business con la parte “core”, quella del volo sotto il nuovo gruppo, mentre le attività di handling e di manutenzione potrebbero finire dentro società ad hoc anche per consentire possibili future partnership con altre compagnie.

Una volta trovata la quadra attorno all’architettura della newco, al management della stessa (l’ad Fabio Lazzerini e il presidente Francesco Caio, la cui nomina dovrebbe essere ratificata contestualmente all’avvio della nuova società) spetterà redigere entro 30 giorni, come prevede il Dl agosto, il piano industriale di sviluppo e di ampliamento dell’offerta in cui, come stabilisce lo stesso provvedimento emanato dal governo, dovranno essere incluse anche le strategie strutturali di prodotto. Nel piano, come detto, dovranno essere indicati anche i numeri della compagnia che dovrebbe contemplare circa 75 aerei concentrati, almeno per il momento, sul corto e medio raggio dal momento che il lungo raggio è stato fortemente impattato dalla pandemia. E nel documento potranno essere enunciate anche le linee di possibili future alleanze per sostenere il rilancio dell’ex compagnia di bandiera. Ma qualsiasi ragionamento sul tema partnership è per ora prematuro anche perché tutti gli sforzi sono concentrati adesso sulla costituzione della newco e sul modello da adottare che dovrà superare il vaglio della Commissione Europea. Quest’ultima ha chiesto una netta cesura rispetto al passato e dovrà valutare il piano industriale di Alitalia che sarà trasmesso, come prevede il dl Agosto, anche alle Camere per l’espressione del parere da parte delle commissioni parlamentari competenti. Ma sarà ovviamente il verdetto di Bruxelles a rappresentare l’ago della bilancia tanto che il decreto prevede che lo stesso documento venga integrato o modificato per tener conto della decisione formulata dalla Commissione Europea.

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