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Alitalia, cala il conto del salvataggio Per la compagnia “solo” 850 milioni

Il rilancio di Alitalia partirà da un capitale di 850 milioni di euro e non da un miliardo. A due settimane dalla scadenza dei termini per presentare un’offerta vincolante, l’asticella viene abbassata di un centinaio di milioni. Gli incontri tra soci proseguono anche se il futuro della compagnia resta in bilico senza che i due protagonisti escano definitivamente allo scoperto. Da una parte ci sono gli americani di Delta, stupiti dall’ingresso a gamba tesa di Lufthansa nella trattativa. Da alcuni giorni, infatti, dal quartier generale del vettore Usa non partono segnali incoraggianti. Dall’altra c’è Lufthansa che domani alzerà il velo sulla (probabile) proposta per Alitalia nel corso della conferenza stampa relativa ai dati trimestrali. Ma anche in questo caso i tedeschi ben difficilmente scopriranno le carte migliori, mettendo nero su bianco un’offerta che dovrebbe aggirarsi sui 150 milioni di euro. I due colossi dei cieli, si guardano a distanza e ognuno aspetta la mossa dell’altro mentre Alitalia ha comunicato di avere una disponibilità di cassa a fine ottobre di 315 milioni di euro, più del previsto ma sempre meno di quanto serva per sopravvivere all’inverno. Quella della cassa è in ogni caso una buona notizia, in attesa dell’audizione che si terrà oggi alla Camera che sarà un’occasione unica per tastare il polso della trattativa e capire, dal fronte degli amministratori in carica ormai da 30 mesi, quali potranno essere gli sviluppi della crisi e se i 400 milioni del nuovo prestito in arrivo potranno dare ossigeno alla compagnia prima del consolidamento della Nuova Alitalia. Di certo, oggi, c’è solo il capitale di partenza della società che rinascerà dalle ceneri del vettore fallito: dal miliardo di euro iniziale si è passati a una cifra compresa tra gli 800 e i 900 milioni. Il che vuol dire che il ministero dell’Economia porterà in dote i 150 milioni di interessi sul prestito, mentre gli altri soci si divideranno la quota rimanente (circa 700 milioni) in questo modo: considerato che Delta ha deliberato un investimento di 100 milioni, Atlantia e Fs dovranno mettere sul tavolo 300 milioni ciascuno. Nel caso la bilancia pendesse dalla parte di Lufthansa, invece, l’esborso per Ferrovie e per il colosso infrastrutturale scenderebbe a 275 milioni cadauno. Se i tedeschi invieranno, una lettera ufficiale di impegno con l’offerta al ministero e a Fs, dopo l’apertura della settimana scorsa, i soci avranno 15 giorni per chiudere l’accordo. In caso contrario Delta vincerà la partita a mani basse, partecipando al salvataggio con solo 100 milioni e poche rotte transatlantiche.

Lucio Cillis

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