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Alitalia, i Benetton chiedono più tempo

Oggi il consiglio di amministrazione di Atlantia dovrebbe discutere dell’eventuale ingresso del gruppo nella Nuova Alitalia. Un cda ordinario che non ha nell’ordine del giorno il dossier. Anche se appare ormai certa la possibilità di una partecipazione nella newco, con una quota fino al 40%, assieme a Delta, Fs, Mef e fondo QuattroR al netto di un eventuale chip del gruppo Toto. Stanno invece cadendo nel vuoto le proposte ventilate da Claudio Lotito e dall’imprenditore German Efromovich, azionista di maggioranza di Avianca.
È dunque molto probabile che entro il fine settimana possa partire all’indirizzo di Fs e dei commissari Alitalia, una manifestazione di interesse “non vincolante” firmata da Atlantia. Ma la società, prima di iniettare denaro in Alitalia, chiederà tempo per studiare il piano industriale. Questa soluzione non risolve i problemi di un Luigi Di Maio, fermamente convinto che «lunedì si chiude» la partita.
Le incertezze nascono anche a causa dell’altra partita che si sta giocando alle spalle di Alitalia: ovvero quella della revoca della concessione di Autostrade per l’Italia. Secondo indiscrezioni, entro luglio, verrà avviato un tavolo Atlantia-governo per ridiscutere, in maniera morbida, parte degli accordi esistenti. Nessuna spallata, dunque, pur di convincere Atlantia a entrare in Alitalia. Ecco perché è probabile, anzi necessario, il ricorso all’ennesimo rinvio (sarebbe il quinto) della scadenza dei termini per la presentazione delle domande. Un rinvio che sarà a quel punto obbligato nonostante il pressing del governo, di Ferrovie e dell’advisor Mediobanca, sulla società guidata da Giovanni Castellucci per definire in tempi brevi la quota di partecipazione. Ieri Di Maio ha recitato la parte del poliziotto buono: «Atlantia in Alitalia? Non ho pregiudizi. Anche se sulla revoca della concessione si va avanti». Un significativo cambio di rotta per il vicepremier che solo un paio di settimane fa aveva lanciato bombe atomiche su Atlantia, in un crescendo di dichiarazioni che si sono fatte sentire anche in Borsa.
Nelle ultime ore emergono però alcune indiscrezioni sul piano industriale di rilancio della Nuova Alitalia: Delta, con l’ausilio del partner Air France-Klm, starebbe pensando ad una sorta di limitazione delle preziose rotte di Alitalia sul Nord America. La compagnia nuovamente di bandiera, è da sempre considerata dai franco-olandesi, una sorta di Cenerentola da tenere sotto controllo cedendo il minimo indispensabile a livello di ricavi. Inoltre, voci insistenti parlano del possibile taglio di tre aerei di lungo raggio (due A330 e un Boeing 777-300), oltre alla messa a terra di 15 Embraer 175 mentre prende piede il rafforzamento di Linate da dove Alitalia entrerà in concorrenza diretta da Milano verso l’Europa, con easyJet e Ryanair.

Lucio Cillis

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