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Alitalia, arruolati i nuovi advisor ma la newco non è pronta al decollo

Le incertezze sui tempi di costituzione della Nuova Alitalia non sono state dissipate dalla doppia audizione dei ministri Paola De Micheli e Stefano Patuanelli alla commissione Trasporti della Camera. I due ministri non hanno risposto alle domande sui tempi della Newco, né sulle nomine. Per fare le linee del piano industriale il Mef ha scelto Oliver Wyman come advisor industriale e Deloitte è l’advisor finanziario.

La ministra Pd dei Trasporti ha parlato il triplo del tempo del responsabile M5S dello Sviluppo economico. Entrambi hanno detto che la nuova compagnia dovrà avere gli stessi «asset» dell’attuale, escludendo che l’handling rimanga nella parte commissariata. Il management va scelto «nell’ambito del settore delle compagnie aeree» (De Micheli) o «legato al trasporto aereo» (Patuanelli).

Ci sono diversi candidati alla guida della Newco. Il direttore commerciale di Alitalia Fabio Lazzerini è sostenuto dal ministro Pd Dario Franceschini, ma non gradito al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Il presidente e ad di Air Dolomiti (Lufthansa), il tedesco Joerg Eberhart, ha l’appoggio del M5S, che vuole l’alleanza con i tedeschi. Il Mef vorrebbe Alfredo Altavilla, ex Fca. Altri candidati sono Giulio De Metro, ex Alitalia e Sea, l’ex ad Enav Roberta Neri, lanciata dai renziani, Francesco Caio, presidente di Saipem.

Lo scontro sulle nomine ha ritardato l’avvio della Newco, anche se i ministri hanno smentito divergenze. «Il piano industriale non c’è, ci sono le mie linee guida da convidere con il Mef e i colleghi», ha detto De Micheli. «Quando sarà pronto il piano con il decreto che fa nascere la Newco lo manderemo alla Ue». «Siamo allineati su tutto», ha detto De Micheli. «Stiamo accelerando», ha affermato Patuanelli. Ma c’è già un ritardo.

Il Mef ha scelto gli advisor. Oliver Wyman ha lavorato l’anno scorso al piano «New Alitalia» per Fs, con il partner Roberto Scaramella, quando c’era la cordata con Delta. «L’elemento chiave della Newco è la discontinuità. La faremo, ma non sulla questione dell’handling. Non vogliamo una compagnia mignon», ha detto De Micheli. Secondo Patuanelli «la discontinuità non può riguardare degli asset, può riguardare gli assetti societari. Riteniamo che tutti gli asset debbano stare in una compagnia holding, che poi può avere diverse strutture societarie». Patuanelli ha detto che Alitalia «al 31 maggio ha in cassa 232 milioni. Questo dà la misura del lavoro del commissario, ma la compagnia ha bisogno di un ad». Patuanelli non ha spiegato però che questa cassa è drogata dalla vendita anticipata dei biglietti, i prepagati, oltre che dai soldi incassati per i voli cancellati a causa del Coronavirus. Dal 13 marzo Alitalia non rimborsa i clienti ma dà dei voucher. Senza questi fondi, la cassa sarebbe negativa. Secondo Giorgio Mulé (Fi) «Alitalia sta vendendo biglietti per agosto per voli che non farà mai, che saranno cancellati. È una truffa». Patuanelli non ha smentito: «Lo fanno anche altre compagnie. Ho trovato voli in vendita da Berlino a San Paolo fatti da sette compagnie, tra queste non c’è Alitalia. Chiederò al commissario Leogrande. Potrò farvi una relazione scritta».

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