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Alitalia, arrivano 100 milioni per rimborsare i biglietti

La nuova Alitalia, o meglio la nuova Ita, non è vicina. Il battesimo del volo slitta almeno in autunno. E il governo italiano deve correre ai ripari. Per tenere in sesto la vecchia compagnia ed evitare che quella nuova nasca già fiaccata. E soprattutto per offrire l’ultima rassicurazione alla Commissione europea. In particolare alla responsabile della Concorrenza Margrethe Vestager. Perchè il presupposto per il via libera europeo è composto di una sola parola: «Discontinuità». E nell’incontro che ci sarà oggi pomeriggio a Bruxelles in videoconferenza, il ministro dell’Economia Franco e quello dello Sviluppo Economico Giorgetti, metteranno sul tavolo le loro ultime garanzie. Che non saranno fatte di parole, ma di una legge approvata proprio poche ore prima del colloquio bruxellese. Stamattina, infatti, il Consiglio dei ministri approverà un decreto che – nei propositi di Roma dovrebbe sostanzialmente mettere la parola fine a questa estenuante trattativa sulla compagnia di bandiera italiana.Cosa prevederà il provvedimento? In sintesi tre misure. La prima riguarda la proroga al 31 dicembre del cosiddetto prestito-ponte di 400 milioni. La “vecchia” Alitalia va avanti almeno fino a ottobre: non potrebbe continuare la sua attività senza quell’aiuto. Secondo: la proroga dei commissari straordinari, esattamente per lo stesso motivo.Ma è il terzo fattore che sarà portato a Bruxelles come uno scalpo da presentare alla Vestager. E riguarda i biglietti già emessi da Alitalia per il futuro. Che fine faranno? Cosa accadrà a chi, ad esempio, ne ha già comprato uno per un volo da effettuare a novembre o a dicembre? La Commissione chiede anche per questo «discontinuità ». Quei biglietti dovrebbero essere cancellati e persi. La soluzione italiana, allora, è quella di istituire un fondo ad hoc di 100 milioni di euro con il quale tutti coloro che possiedono un titolo per un viaggio futuro potranno scegliere se farselo rimborsare (ipotesi già prevista) oppure insistere nell’usufruire della tratta. In quest’ultimo caso la nuova Ita potrà “ricoprire” il viaggiatore su altre compagnie per effettuare lo stesso percorso.Questa soluzione, secondo il governo italiano, dovrebe tutelare i viaggiatori, non esporre Alitalia a un crollo di acquisiti fin da ora e nello stesso tempo accontentare Bruxelles. Anche perchè la vicenda sta diventando una sorta di telenovela e i rappresentanti dell’esecutivo Draghi non hanno nascosto un certo fastidio per la rigidità mostrata da Vestager anche negli ultimi giorni. Persino dopo l’incontro di qualche settimana fa in cui erano state concordate le linee guida della costituenda compagnia. La Commissaria, infatti, è stata irremovibile sul nodo dei biglietti e anche su quello dei punti Millemiglia. Che, appunto, andranno persi e non verranno salvati da Ita.Gli altri aspetti della trattativa che, però, ormai sono già stati definiti, riguardano il logo e il nome, la manutenzione e le rotte. Sul primo capitolo, l’intesa è stata raggiunta contemplando la gara pubblica, ma senza vietare la possibilità a Ita di parteciparvi, per avvalersi del marchio “Alitalia”. Anche la manutenzione in maggioranza sarà messa a gara e quindi non potrà essere gestita dalla nuova azienda. Stesso discorso per gli slot aerei.Oggi a Bruxelles dovrebbe esserci l’ultimo via libera o comunque quello sostanziale. Non si parlerà invece del personale. Questo aspetto è già stato definito. I dipendenti saranno più che dimezzati. Scenderanno sotto quota cinquemila. Il dilemma cui si trova davanto l’esecutivo italiano è come gestire questa riduzione. Una grana che riguarda solo l’Italia e non la Commissione. L’idea è di gestire gli esuberi secondo tre linee. La prima è il ricorso a prepensionamenti o pensionamenti. Una parte – quella più specializzata – potrebbe essere ricollocata in altre aziende. Ma per la quota più consistente si sta valutando di introdurre nella riforma degli ammortizzatori sociali – che dovrebbe essere pronta per la fine dell’anno – uno strumento valido anche per affrontare questa crisi.

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