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Alitalia, ancora nessuna offerta. L’ipotesi di rinviare a dopo il voto

Entro la scadenza di oggi non ci saranno offerte di acquisto delle attività di Alitalia. Pertanto i tre commissari della compagnia dovranno decidere, insieme al governo, se concedere una nuova proroga della trattativa con le Ferrovie dello Stato o prendere una decisione diversa, anche estrema come fatto balenare, benché ritenuta improbabile, la liquidazione dell’aviolinea.

In realtà si ragiona già su quanto lunga sarà la proroga. Da 15 giorni, come avrebbero suggerito i commissari, a 30-45 giorni, ipotesi più realistica. Il cda Fs ieri «ha preso in esame il tema della proroga del termine del Dossier Alitalia». Le Fs manderanno oggi la lettera ai commissari per informarli dello stato dei contatti con i possibili partner per completare la squadra degli investitori della «Nuova Alitalia».

Secondo una fonte autorevole le Fs parlerebbero dell’esigenza di avere un tempo «congruo», senza indicare una data fissa per la proroga. A fine marzo avevano chiesto tempo fino al 31 maggio, ottenendo la metà.

Finora ci sono adesioni alla «newco» solo per il 60% del capitale (30% Fs, 15% ciascuno Delta Airlines e Mef). Ci sono contatti intensi con Atlantia, la holding autostradale dei Benetton, per un ingresso a completare la cordata con il versamento di circa 300 milioni. Atlantia segue con attenzione la partita. Però non ha dichiarato un interesse. Attende segnali dal governo per una «normalizzazione» dei rapporti sulle concessioni autostradali, lo sblocco degli investimenti, le tariffe, dopo il gelo calato in seguito al crollo del ponte Morandi a Genova (43 morti).

La decisione dei commissari verrà presa dopo aver consultato il governo, in particolare il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio. Il quale vorrebbe chiudere prima del voto europeo (26 maggio) una partita che è stata gestita dal M5S. Ma deve valutare se, in caso l’unica soluzione praticabile sia dare il via libera ai Benetton, sia più opportuno far slittare a dopo le elezioni una mossa che verrebbe letta come una «riabilitazione» di Atlantia dopo le tensioni per la tragedia di Genova.

La scelta che ha di fronte il governo è se dare il tempo sufficiente perché maturino le condizioni politiche per un ingresso nella cordata Fs dei Benetton oppure orientarsi su un’altra strada, che porterebbe a Lufthansa.

Il piano dei tedeschi finora postulava 5.000 esuberi, quello di Fs-Delta ne avrebbe circa 2.000. I tedeschi non hanno presentato un’offerta nella gara riaperta per far partecipare le Fs e quindi, se volessero fare un’offerta ai commissari, dovrebbero essere autorizzati dal Mise. «Di Maio deve decidere se preferisce cuocere nella pentola di Atlantia o nella brace di Lufthansa», fa notare un raffinato osservatore.

Sullo sfondo c’è anche l’alternativa di Carlo Toto, l’ex proprietario di Air One e titolare di concessioni autostradali come i Benetton (in Abruzzo). Il gruppo di Chieti ha contatti con il Mise e potrebbe presentare un’offerta alle Fs per entrare nella cordata. Ma quest’ipotesi ha suscitato reazioni negative e perplessità per i precedenti nei rapporti tra Toto e Alitalia (la vendita di Air One alla Cai dei Capitani coraggiosi nel 2008, a condizioni vantaggiose per Toto), per il contenzioso avuto con Cai, Enav, Anas e per la capacità finanziaria.

Il gruppo Toto Holding, con un giro d’affari consolidato di 397,9 milioni, nel 2017 aveva debiti finanziari netti per 522 milioni rispetto a un patrimonio netto di 108 milioni. Calcolando anche i 677 milioni di debiti verso l’Anas per pagare le concessioni autostradali il bilancio indicava una posizione finanziaria netta «rettificata» pari a 1.200 milioni di indebitamento.

«Se domani arriveranno proposte da coloro che finora si sono palesati finora solo a livello di stampa, capiremo cosa fare, altrimenti le soluzioni ci sono già e potremo andare avanti comunque», ha detto ieri Di Maio. «Non cerchiamo capitani coraggiosi per cercare di metterci una toppa. C’è una presenza massiccia dello Stato che ci consentirà di nominare una governance».

Gianni Dragoni

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