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Alitalia, altro credito dalle banche

Le banche dovranno finanziare la nuova Alitalia targata Etihad con altri 300 milioni di euro. Lo prevede il piano finanziario del vettore emiratino per l’acquisizione di Alitalia, contenuto nell’accordo preliminare tra le due compagnie, che stanno negoziando l’intesa finale.
Questo sforzo viene richiesto alle banche alle quali già è stato chiesto un sacrificio, la rinuncia a 565 milioni di crediti, i prestiti già concessi ad Alitalia-Cai che Etihad vuole vengano cancellati. Alitalia sta discutendo con le banche la cancellazione di un terzo di questi crediti e la conversione dei rimanenti due terzi in capitale dell’attuale Alitalia-Cai, ma non c’è un accordo, resiste soprattutto la Banca popolare di Sondrio.
La novità dei 300 milioni che le stesse banche creditrici dovranno prestare alla nuova compagnia, nella quale Etihad acquisirà il 49% del capitale e la Cai attuale avrà il 51%, è rivelata dalla relazione del consiglio al progetto di bilancio 2013 di Alitalia. Un documento approvato dal cda il 13 giugno ma segretato dal presidente Roberto Colaninno, di cui Il Sole 24 Ore ha anticipato ieri i dati principali. Nel 2013 Alitalia ha subìto una perdita netta consolidata di 588,6 milioni. A fine 2013 aveva un patrimonio netto consolidato negativo di 27,2 milioni, debiti finanziari netti di 936 milioni.
La compagnia si è trovata in «una situazione di tensione finanziaria», segnalano gli amministratori. Le difficoltà sono state accentuate dal peggioramento delle vendite nell’ultimo trimestre 2013 e dalla «modifica unilaterale dei termini e condizioni di pagamento da parte di alcuni importanti fornitori», dice la relazione. «La disponibilità di cassa libera» a fine 2013, incluse le linee di credito utilizzabili, era di 28 milioni: metà di quanto serve ogni mese per gli stipendi.
Lo scorso febbraio Alitalia ha raggiunto un accordo con le principali banche – Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Popolare di Sondrio – per la «stabilizzazione, fino al 30 giugno 2015, delle esistenti linee di credito, per complessivi 400 milioni». Tale accordo «ha mitigato il rischio di revoca delle linee». Il 3 febbraio 2014 – dice ancora la relazione al bilancio – la compagnia ha dato in pegno l’intero capitale della controllata Alitalia Loyalty a Unicredit, Intesa e Mps, a garanzia di un finanziamento di 165 milioni. La Loyalty è la società del programma Mille Miglia per i biglietti premio di cui Etihad, secondo lo schema di accordo, acquisirà la maggioranza azionaria, versando 100 milioni, sui 560 complessivi che inietterà nella nuova compagnia.
Quanto all’operazione in discussione con Etihad, la relazione al bilancio Alitalia afferma che «le banche creditrici dovranno perfezionare un accordo che preveda: la conversione della c.d. “Nuova Finanza” (160 milioni); la conversione parziale della c.d. “Finanza stabilizzata”, e per la parte residua la rinuncia del relativo debito finanziario (400 milioni); la concessione di una linea di credito, pari a 300 milioni, a supporto del fabbisogno del nuovo piano industriale che guiderà la nuova società operativa una volta che Etihad sia entrata nel capitale». La parola adesso alle banche.

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