Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Alitalia, al cda Fs arriva il Progetto Az Impegno in contanti sotto 100 milioni

Le Ferrovie dello Stato vanno avanti nella preparazione dell’offerta vincolante di acquisto delle attività di Alitalia. La via crucis del piano di salvataggio della compagnia, che quest’anno perderà circa 480-500 milioni di euro, prosegue in vista della scadenza di domani, quando le Fs dovrebbero presentare formalmente l’offerta vincolante ai commissari della compagnia, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari.
Il consiglio di amministrazione delle Fs si è riunito ieri pomeriggio per esaminare la proposta di offerta, illustrata dall’amministratore delegato, Gianfranco Battisti. Si chiama «Progetto Az». Come già spiegato dal Sole 24 Ore la scorsa settimana, l’offerta iniziale sarà solo delle Fs. L’impegno finanziario diretto delle Fs dovrebbe essere dell’ordine di alcune decine di milioni di euro, per un esborso totale che sarebbe inferiore ai 100 milioni.
L’offerta conterrà però dei paletti. L’efficacia dell’offerta sarà cioè condizionata all’ingresso di altri partner in una fase successiva. I partner previsti saranno di due tipi. Ci saranno altre società pubbliche (che dovrebbero essere convinte dalla moral suasion del governo M5S-Lega), in modo che i soci istituzionali italiani abbiano almeno il 51% del capitale, ma potrebbero anche arrivare al 60%, sarà il governo a stabilire la quota; inoltre si vuole attirare una compagnia aerea straniera, che ad oggi non è pronta a impegnarsi.
Il coinvolgimento di questi soggetti potrebbe essere definito entro la fine dell’anno, con trattative tra Fs e le controparti da coinvolgere. Secondo fonti autorevoli, tra le società pubbliche sarà sicuramente coinvolta Cdp, anche se con un ruolo da definire. Cdp è guidata dal nuovo ad Fabrizio Palermo, il primo manager su cui hanno puntato i Cinque stelle in luglio per rinnovare i vertici delle aziende pubbliche. Palermo è amico dell’ad di Acea, Stefano Antonio Donnarumma.
Molto probabile anche il coinvolgimento come partner azionario dell’Eni, perché dall’analisi dei dati risulta che il 35% dei costi di Alitalia è rappresentato dal carburante. E sarebbe emerso che l’unico fornitore di jet fuel è il gruppo del cane a sei zampe, guidato da Claudio Descalzi. Già indicato come possibile socio nelle scorse settimane, l’Eni aveva cercato di sfilarsi dal rischio Alitalia, ma adesso rientrerebbe nella partita. Possibile anche un coinvolgimento del gruppo aerospaziale Leonardo (ex Finmeccanica), benché non vi sia alcuna indicazione ufficiale.
La scelta del partner estero sarebbe tra l’americana Delta e la tedesca Lufthansa. Nessuna delle due compagnie però fino ad oggi ha voluto presentare offerte vincolanti. Lufthansa ha ripetuto pochi giorni fa che non si può risanare Alitalia senza tagli al personale. Un argomento che spaventa i sindacati e che è stato rigettato dal ministro dello Sviluppo economico e Lavoro, Luigi Di Maio.
Da verificare quale sarà il reale interesse di questi vettori. Delta, che fa parte della joint venture sui voli transatlantici con Alitalia, Air France e Klm e dell’alleanza SkyTeam, avrebbe dimostrato soprattutto interesse ad intese commerciali, ma non una propensione a un investimento in capitale di rischio.
L’ad di Fs, Battisti, nominato su indicazione del M5S il 30 luglio, si sta muovendo su un sentiero stretto e scivoloso, viste le difficili condizioni di Alitalia in un mercato molto penetrato dalle low cost e in cui quasi tutti i vettori fanno profitti a palate. Battisti è in stretto contatto con il governo, avendo come riferimento sia il loquace Di Maio (ieri con lui a Maddaloni per il progetto «Mercitalia» delle Fs) sia il più riservato ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che è l’azionista unico di Fs.
Le Fs hanno il supporto dell’advisor Mediobanca e dei consulenti industriali di Boston Consulting Group. Questo advisor aveva già partecipato alla redazione di alcuni degli ultimi piani industriali falliti di Alitalia privatizzata.
Nelle riunioni di questi giorni Battisti ha sottolineato che con l’operazione Alitalia il focus delle Fs rimarrà il trasporto ferroviario. Il manager dice che non verrà meno l’impegno nel potenziamento del trasporto regionale e nell’alta velocità. L’intervento in Alitalia è definito un’«operazione di sistema», in due tempi. Sempre che non si arrivi a tempo scaduto.

Gianni Dragoni

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa