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Alitalia, «accordo entro luglio»

L’accordo tra Etihad Airways e Alitalia si dovrà concludere «per forza» entro luglio. Questo il parere di Giovanni Castellucci, a.d. di Atlantia, la società del gruppo Benetton che ha un doppio interesse all’intesa.
Il primo come azionista di Alitalia-Cai, di cui possiede il 7,44 per cento. Ma l’interesse più forte di Atlantia è come azionista al 95,91% di Aeroporti di Roma, la società di gestione di Fiumicino. Lo scalo dovrebbe beneficiare di una crescita dei voli in caso di accordo Alitalia-Etihad. Inoltre, in parallelo con l’intesa in discussione tra le due compagnie, il fondo sovrano Adia di Abu Dhabi potrebbe entrare in AdR, con almeno il 20 per cento.
Dopo che venerdì il cda di Alitalia – come ha reso noto la compagnia – «ha approvato la proposta di partnership» avanzata da Etihad, i due vettori stanno per affrontare il negoziato finale. L’obiettivo è arrivare alla stesura del contratto definitivo che dovrà prevedere l’ingresso di Etihad con una quota fino al 49% in una nuova compagnia, la nuova Alitalia con le attività di volo che verrebbe scorporata dall’attuale Alitalia-Cai, cui andrebbe almeno il 51% del capitale.
Secondo l’Adnkronos ieri la compagnia presieduta da Roberto Colaninno avrebbe inviato una lettera a Etihad in cui formalizza l’esito positivo dell’ultimo cda, che ha dato mandato a Colaninno e all’a.d. Gabriele Del Torchio a negoziare «il relativo contratto». Nella lettera si confermerebbe la disponibilità ad accettare le condizioni poste dalla compagnia araba.
Ci sono però due punti non risolti, rispetto alle condizioni di Etihad, sui quali Alitalia è impegnata in una trattativa sul versante italiano. Il primo è la ristrutturazione del debito per 560 milioni, con la quale le banche dovrebbero rinunciare ai crediti (nella misura di un terzo) o convertirli in capitale (per due terzi): ma finora le banche non hanno aderito formalmente al piano, in particolare fanno resistenza Popolare di Sondrio e Mps. Il secondo punto è la richiesta di Etihad di mandare a casa 2.251 lavoratori sui 13.821 di Alitalia.
Etihad vuole esuberi definitivi, non contratti di solidarietà né cigs a rotazione. Ieri Alitalia ha incontrato i sindacati confederali per discutere il piano esuberi. I sindacati replicano che non accettano licenziamenti e vogliono conoscere il piano industriale.
Sono circolate di nuovo ieri indiscrezioni sulla possibile nomina a presidente della nuova Alitalia targata Etihad di Luca Cordero di Montezemolo, il quale, come ha detto Del Torchio, ha agito come «facilitatore» dell’intesa per conto di Abu Dhabi. Montezemolo è anche vicepresidente di Unicredit, una delle banche creditrici di Alitalia impegnata nelle trattative sul taglio dei debiti. Secondo fonti vicine a Montezemolo «il tema oggi non è sul tavolo». Bisogna prima chiudere l’accordo definitivo con Etihad, e questo, dicono anche ad Abu Dhabi, non è scontato.

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