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Alitalia, accordo con Bruxelles «Intesa sulla discontinuità»

Dopo un lungo e sofferto negoziato, il governo italiano e la Commissione europea hanno trovato ieri qui a Bruxelles una prima preliminare intesa sul futuro di Alitalia. La strada è per lo più tracciata. Ora spetterà alle autorità italiane mettere in pratica l’accordo e completare il quadro, in particolare presentando a Bruxelles un piano di investimenti nella nuova compagnia aerea con denaro pubblico che sia in linea con le regole sulla libera concorrenza.

«Dopo intense e costruttive discussioni a tutti i livelli, la Commissione e le autorità italiane hanno raggiunto un’intesa sui parametri chiave per garantire la discontinuità economica tra Ita e Alitalia. I contatti continueranno ora a pieno ritmo a livello tecnico», ha detto una portavoce della Commissione europea dopo un incontro tra la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager e il ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.

Ha aggiunto in un punto stampa il ministro Giorgetti: «Abbiamo fatto dei passi in avanti, non è finita, ci sono tanti passaggi tecnici e non solo. Però sicuramente oggi è una tappa importante verso la soluzione del problema». Il caso Alitalia si suddivide in tre parti: una indagine comunitaria sulla legittimità degli aiuti concessi negli anni scorsi; la nascita di una compagnia aerea che si dimostri nuova rispetto alla precedente; e il piano di investimenti pubblici a favore di quest’ultima.

L’aspetto relativo alla discontinuità tra Alitalia e Ita, su cui è stata raggiunta un’intesa proprio ieri, è propedeutico alla nascita della nuova compagnia aerea, e deve consentire alla nuova società di nascere libera da oneri, relativi per esempio alle indagini comunitarie sugli aiuti possibilmente illegittimi ottenuti dalla vecchia Alitalia. Le parti si sono messe d’accordo sul fatto che la vecchia compagnia trasferirà direttamente a Ita solo la parte aviazione.

Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, Ita otterrà meno della metà della flotta di Alitalia e un numero inferiore di dipendenti. Questi saranno assunti con contratti nuovi (salari probabilmente più bassi). Per il resto, la nuova società sarà chiamata ad acquistare attraverso bandi competitivi il marchio, la manutenzione e altri aspetti per garantire il funzionamento della compagnia. Fuori dall’accordo sono il programma fedeltà così come la base-clienti e le attuali prenotazioni sui voli Alitalia.

Parlando ieri in Parlamento a Roma, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha spiegato: «Il piano è stato impostato con lo scopo di creare un pacchetto che integri gli elementi essenziali per l’avvio dell’attività di Ita in termini di rotte, flotta, personale, handling e manutenzione nel rispetto dei criteri di sostenibilità economica e finanziaria e in coerenza con il principio di discontinuità e di creazione di valore richiesti dalla Commissione europea».

La partita rimane aperta sugli altri due aspetti. È ancora da concludere l’indagine sugli aiuti da 1,3 miliardi di euro, anche se l’esito appare vicino (si veda Il Sole/24 Ore del 9 aprile). Bruxelles rischia di bocciare il sostegno economico, ma la scelta non peserà su Ita poiché vi è ormai un accordo sulla discontinuità tra vecchia e nuova Alitalia. Quanto alla nascita della nuova compagnia grazie a capitali pubblici, lo Stato deve assicurare a Bruxelles che il denaro verrà versato a condizioni di mercato.

Come detto, l’intesa di ieri è un passo avanti notevole. Ciò detto, il percorso deve ancora essere completato e i dettagli da risolvere non mancano. Lo stesso ministro Giorgetti ha spiegato ieri: «Abbiamo il dovere di garantire l’operatività nella stagione estiva, poi ci sarà una nuova compagnia che partirà alle condizioni che stiamo definendo».

Secondo le informazioni raccolte sempre qui a Bruxelles, la speranza del governo è che la nuova compagnia aerea possa iniziare ad operare dal 1° di agosto.

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