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Alitalia, a Del Torchio missione pareggio

Con la missione di garantire ad Alitalia il raggiungimento del sostanziale pareggio nel 2013, ieri il consiglio di amministrazione della compagnia, all’unanimità, ha nominato Gabriele Del Torchio amministratore delegato. È il terzo della nuova Alitalia, dopo Rocco Sabelli e Andrea Ragnetti, uscito due mesi fa: al suo posto, in Ducati, arriva Claudio Domenicali, finora direttore generale.
E proprio sui due mesi passati, ieri il presidente Roberto Colaninno ha svolto un lungo intervento riepilogando quanto è stato già fatto in termini di contenimento dei costi e aumento dei ricavi. Archiviati i dati sul primo trimestre, le previsioni di chiusura del semestre vedrebbero un Ebit negativo per 170-180 milioni. Molte speranze sono riposte, come sempre, sul periodo estivo e sull’ulteriore piano di riduzione dei costi, che non comprende provvedimenti a carico del lavoro ma piuttosto delle forniture. Mentre, sul lato dei ricavi, l’obiettivo è incrementare la componente «estero».
La successiva discussione sulla nomina di Del Torchio è durata circa due ore e mezza ma non ha vissuto momenti di tensione. Solo alcuni azionisti hanno sollevato il dubbio che un cambio così in corsa, in un periodo critico rilevante ai fini del raggiungimento dell’obiettivo del pareggio e della trasformazione delle alleanze, fosse opportuno. Soprattutto considerando che Del Torchio non ha mai avuto a che fare con il settore aereo, dominato da logiche del tutto peculiari. La discussione si è conclusa con un voto unanime e l’attribuzione al nuovo ad di tutte le deleghe operative, riassunte in sei pagine di verbale.
E’ saltato invece, nel corso della riunione, quello che avrebbe dovuto essere il punto numero «sette» e cioè la nomina del direttore generale. Del Torchio non avrà questa funzione e restano, almeno per ora, al loro posto i due vicedirettori generali Giancarlo Schisano e Paolo Amato.
Quanto al prestito-ponte da 150 milioni, che dovrebbe aiutare Alitalia a scavallare l’estate, ieri è stata confermata la sottoscrizione per 95 milioni, mentre è stato prorogato il termine per opzionare i restanti 55, che comunque dovrebbero essere coperti dai quattro maggiori azionisti.
Niente di nuovo sarebbe emerso sulle alleanze: i soci francesi, presenti in consiglio non si sono esposti sul futuro. Interessante invece l’accenno fatto da Colaninno alla situazione di AirOne, i cui conti non sono incoraggianti. Il presidente ha lasciato intendere che bisognerà occuparsene presto, senza precisare in che modo. E chissà che non si metta mano alla creazione di un polo low cost integrando AirOne con la francese Hop!, nuova compagnia a basso costo di Air France.

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