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Alitalia, 260 milioni in cassa «Accelerare con la Newco»

Alitalia avrebbe già esaurito il carburante, cioè i soldi, se il 23 settembre non avesse ricevuto quasi 200 milioni di euro di indennizzi dal governo per i danni subìti per il Coronavirus. È emerso dall’audizione del commissario della compagnia, Giuseppe Leogrande, nell’audizione alle commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera. Il commissario ha criticato i ritardi del governo nel varare la Newco, la nuova compagnia pubblica che dovrebbe rilevare le attività di Alitalia.

«La società al 30 settembre aveva in cassa 260 milioni. C’è dentro il contributo di 199,45 milioni che abbiamo ricevuto per i danni dal Coronavirus, è stato trascinato per un po’ troppo tempo davanti alla Commissione Ue. Questo ha creato qualche tensione finanziaria in agosto e settembre», ha detto Leogrande.

Il 5 ottobre la compagnia ha chiesto al governo di ottenere i residui 150 milioni stanziati per quest’anno per indennizzo Covid, in totale sono 350 milioni. Il deputato Giorgio Mulé (Forza Italia) ha chiesto: quanto può andare avanti Alitalia? «Molto dipende da questa ulteriore richiesta di 150 milioni di indennizzi», ha risposto il commissario. «Ma nella sostanza quanto può andare avanti Alitalia – ha osservato Leogrande – dipende da quando i ricavi potranno riprendersi. C’è urgenza di avere la Newco, anche per dare una prospettiva di sviluppo a questa società. L’amministrazione straordinaria naviga a vista».

Il commissario ha sottolineato che i ritardi del governo nel costituire la Newco pubblica, che sarebbe dotata di capitali fino a 3 miliardi, creano «problemi di continuità aziendale» di Alitalia. Secondo il decreto Rilancio di maggio occorre un decreto del Mef, di concerto con Trasporti, Mise e Lavoro, per creare la nuova compagnia, il cui cda dovrà fare il piano industriale.

«Ad oggi non mi risulta ancora che questo decreto ci sia», ha detto Leogrande. «Lo aspettiamo tutti a minuti, però è evidente che l’urgenza e lemergenzialità che avevamo a maggio ce l’abbiamo ancora». «L’appello che faccio è di dare corso il prima possibile alle previsioni contenute nel decreto Rilancio per il trasferimento alla Newco, per assicurare continuità aziendale», è il sollecito di Leogrande.

Secondo indiscrezioni la costituzione della Newco è bloccata da liti nel governo sulla composizione del cda. Il 29 giugno il premier, Giuseppe Conte, ha annunciato via Facebook che il presidente sarà Francesco Caio e l’a.d. Fabio Lazzerini, attuale direttore commerciale della compagnia. Ma i due manager non sono stati nominati.

Adesso il M5S vorrebbe inserire nel cda Giancarlo Zeni, il d.g. di Alitalia scelto da Leogrande che in gennaio aveva ridimensionato i poteri di Lazzerini, il quale ha poi ottenuto grazie al ministro capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, la promozione a futuro a.d. della Newco. Tra Zeni e Lazzerini ci sono pessimi rapporti, per questo la nomina di Zeni nel cda viene ostacolata.

«Con il dott. Lazzerini, che è un nostro dirigente, i rapporti sono ottimi. Quando facciamo le riunioni con la prima linea partecipa anche Lazzerini», ha detto Leogrande, provocando sorrisi ironici tra chi è addentro alle vicende della compagnia. «Alitalia è con l’acqua alla gola, dolosamente zavorrata da un governo che litiga su come spartirsi le poltrone del cda della Newco», ha commentato Mulé.

Zeni ha spiegato che «nei primi nove mesi i ricavi di Alitalia sono diminuiti di 2,2 miliardi» (da 2,9 miliardi a circa 700 milioni). Alitalia ha «rimborsato fino al 30 settembre oltre 265 milioni in biglietti venduti» per voli cancellati causa Covid. Ci sono ancora «molte domande di rimborso», ha detto Leogrande. Anche questi fondi sono dentro la cassa, come ci sono i proventi per i biglietti prepagati per voli futuri, altrimenti la cassa effettiva sarebbe più bassa.

La commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha detto che sull’indagine per aiuti di Stato ad Alitalia «la decisione non è troppo lontana nel calendario». Sono due anni e mezzo che la Commissione ha aperto un’indagine.

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