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Aliquote Ires a doppia gestione

Per la maggiorazione Ires delle società di comodo, gestione separata in Unico 2013. L’addizionale del 10,5% dell’imposta sul reddito delle società, introdotta dal dl 138/2011, dovrà, infatti, essere calcolata e gestita a parte rispetto all’ordinaria aliquota Ires del 27,5% nell’apposta sezione XVIII del quadro RQ.

Una gestione separata che rappresenta una sorta di percorso a ostacoli nel quale, nei pochi righi del prospetto dedicato, il contribuente dovrà tener conto di tutte le difficoltà e complessità insite nella nuova disciplina antielusiva che si applica, per la stragrande maggioranza delle società di capitali, per la prima volta proprio nell’esercizio 2012.

Un percorso a ostacoli del quale faranno parte anche altre particolari disposizioni e regimi tributari particolari quali, per esempio, l’influenza dell’aiuto alla crescita economica, cosiddetto Ace (si vedano altri servizi a pagina 12, ndr) e la deducibilità limitata degli interessi passivi netti ex articolo 96 del Tuir.

Prima di addentrarci nelle regole che presiedono alla determinazione della nuova addizionale Ires, giova ricordare che tale imposta è dovuta sia dalle società non operative per effetto del non superamento del c.d. test di operatività di cui all’articolo 30, primo comma della legge n. 724/1994, sia dalle società in perdita sistemica. Per entrambi i soggetti inoltre la nuova addizionale Ires del 10,5% si renderà dovuta sull’importo più elevato determinato ponendo a confronto l’intero reddito d’impresa conseguito nell’esercizio e il reddito minimo presunto determinato in base all’articolo 30, comma 3, della legge n.724/1994.

La determinazione dell’addizionale Ires passa dunque attraverso la compilazione delle varie colonne (14) del rigo RQ62 dell’apposita sezione contenuta nel quadro RQ di Unico 2013. Il primo passo da compiere consiste nella compilazione della colonna 1 di tale rigo dove deve essere indicato il reddito d’impresa da assoggettare alla maggiorazione del 10,5%. In tale importo, ricordano le istruzioni alla compilazione del quadro, deve essere altresì ricompreso anche l’eventuale quota di reddito imputato per trasparenza ai sensi dell’articolo 5 del Tuir dai soggetti non operativi di cui all’articolo 30, comma 1, della legge n. 724 del 1994.

In assenza di redditi da partecipazione in soggetti trasparenti e non operativi l’importo da indicare in colonna 1 del rigo RQ62 coinciderà con il reddito d’impresa conseguito dalla società indicato nel quadro RF del modello Unico.

Le perdite pregresse. Dal reddito d’impresa indicato in colonna 1 è possibile scomputare in diminuzione le quote di perdite di periodi d’imposta precedenti soltanto se tale reddito è superiore a quello minimo presunto ai sensi della disciplina delle comodo e nel limite massimo di tale differenza. Alle perdite pregresse il modello dedica la colonna 2 e la colonna 3 del rigo RQ62. In colonna 2 si potrà indicare la quota delle perdite di periodi di imposta precedenti deducibili nella nuova misura limitata fissata dall’articolo 84, comma 1, del Tuir, non superiore all’80% del reddito d’impresa di cui alla precedente colonna 1. In colonna 3 si potranno invece indicare le perdite di periodi di imposta precedenti computabili in del reddito di cui a colonna 1, in misura piena ai sensi dell’articolo 84, comma 2, del Tuir. Ovviamente, precisano le istruzioni, la somma degli importi di colonna 2 e di colonna 3 non potrà eccedere la quota di reddito di colonna 1 che è possibile ridurre perché eccedente rispetto a quello presunto determinato ai sensi dell’articolo 30, comma 3, ultimo periodo, della legge n. 724/1994.

L’aiuto alla crescita economica (Ace). La differenza fra il reddito d’impresa e le eventuali perdite pregresse deducibili può essere ulteriormente dedotto se la società possiede i requisiti per avvalersi delle disposizioni dell’articolo 1 del decreto-legge n. 201/2011, che consentono di determinare una deduzione pari al 3% del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.

Tale deduzione dovrà essere indicata in colonna 4 del rigo RQ62 in misura corrispondente a quanto indicato nel rigo RS115, colonna 2, del modello Unico 2013. A differenza delle perdite pregresse l’Ace potrà essere portato in diminuzione del reddito assoggettabile alla maggiorazione Ires del 10,5% fino all’intero suo importo. In sostanza, grazie alla deduzione per l’aiuto alla crescita economica, si può anche arrivare ad azzerare la differenza fra la colonna 1 del RQ62 e le successive colonne 2 e 3.

Versamenti a saldo e acconti. Una volta terminato il percorso di calcolo sopra citato il contribuente dovrà indicare l’importo della maggiorazione dovuta o a credito all’interno delle colonne 13 e 14 del rigo RQ62. In linea generale i soggetti solari, per i quali il 2012 rappresenta il primo anno di applicazione della maggiorazione Ires di 10,5 punti percentuali, chiuderanno con l’esposizione di un’imposta a debito in colonna 13 del rigoRQ62.

La possibilità di avere un credito è infatti direttamente riconducibile al versamento di acconti a titolo di maggiorazione Ires che non può presentarsi se non per soggetti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno di calendario.

Nel caso di imposta a debito si dovrà quindi procedere al versamento con le stesse modalità e termini previsti per l’imposta sul reddito delle società.

Anche per l’addizionale è previsto il versamento degli acconti sulla base dello stesso metodo storico vigente per l’Ires. È evidente che se il soggetto ritiene di non essere di comodo nell’anno successivo (2013) il versamento degli acconti a titolo di addizionale Ires finirà unicamente per generare un credito d’imposta.

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