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Alfano: italiani troppo litigiosi Meno processi con la conciliazione

di Virginia Piccolillo

 

ROMA— Conflitti risolti in quattro mesi invece che in nove anni di giudizio civile. È questa la promessa del governo ai cittadini che da ora, per una serie di controversie dovranno obbligatoriamente rivolgersi, prima del Tribunale civile, al «risolutore di conflitti» . Una figura nuova, che si aggiunge a quella del giudice di pace, alla quale sarà richiesta solo una laurea breve e un corso di formazione di 50 ore. Sarà lui a tentare di redimere conflitti che vanno dalle successioni ereditarie, al risarcimento danno per colpa medica, dalle controversie sui diritti reali (quali usufrutto, servitù di passaggio, distanze nelle costruzioni), a quelle su contratti d’affitto, assicurativi e bancari, al risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa. Con l’obiettivo dichiarato dal Guardasigilli Angelino Alfano, di smaltire l’arretrato di 5,6 milioni di cause, ovvero 4.768 ogni 10 mila abitanti, che ci colloca al quarto posto della top ten della litigiosità: dopo Russia, Belgio, e Lituania. L’auspicio è risolvere le controversie «con una stretta di mano in 120 giorni» «anziché fare la boxe su un ring di un processo» . È rinviata al 2011 l’applicazione della norma alle cause di condominio e di incidenti stradali. Il primo conflitto è già esploso, durissimo, con l’avvocatura, in sciopero da mercoledì scorso e in mobilitazione, contro una norma ritenuta anticostituzionale. Il presidente dell’Oua (Organismo Unitario Avvocatura), Maurizio De Tilla, spiega perché: «Invece di un giudice terzo, indipendente e qualificato, il cittadino si dovrà prima rivolgere obbligatoriamente a un mediatore senza preparazione specifica. E dovrà pagare molto più di oggi. Noi vogliamo la conciliazione. Ma volontaria e ben organizzata. Invece ci sono zone in cui le camere di conciliazione impostate secondo questa norma mancano: sono solo in 20 tribunali su 165. Le stanno mettendo su organismi di categoria che non saranno imparziali. C’è lo spazio per infiltrazioni mafiose e speculazioni. Questa non è una riforma è solo un business» . Alfano minimizza: «Gli avvocati avevano solo chiesto il rinvio di un anno» , «abbiamo rinviato l'obbligatorietà per le liti di condominio e l'infortunistica stradale, il 60%del pacchetto iniziale» . «Piuttosto dovrebbero cogliere la grande opportunità: non è richiesto, ma nessuno impedisce al cittadino di farsi assistere da un avvocato. Alcuni l’hanno già capito» . Ma cosa accadrà nel concreto da oggi? Il cittadino che prima si rivolgeva al tribunale civile ora dovrà rivolgersi a una camera di conciliazione. Il ministro invita a consultare l’elenco sul sito www. giustizia. it: «Ci sono 630 o r g a n i s m i operativi. Non c’è una sola provincia d'Italia che veda scoperta la propria zona» , assicura. La controparte sarà chiamata di fronte a quel mediatore. Entrambi dovranno corrispondere un’indennità all'organismo di conciliazione (da 105 a 9.240 euro per le cause con valore oltre i 5 mln di euro), fatto salvo il principio del gratuito patrocinio. C’è un beneficio fiscale con credito di imposta fino a 500 euro in caso di conciliazione e di 250 euro anche in caso di mancato accordo, e un'esenzione della tassa di registro per le controversie fino a concorrenza di un valore di 50 mila euro. Grazie alla conciliazione il ministro conta di tagliare 300 mila controversie nei prossimi 12 mesi, e altre 700 mila dal 2012, quando la mediazione civile diventerà obbligatoria anche per le liti di condominio e i danni da circolazione stradale. «Pia illusione — contesta De Tilla — Da qui a sei mesi ci sarà una rivoluzione. Il cittadino— a cui magari l’affittuario sta distruggendo casa o il vicino ha violato i confini— scoprirà che di fronte non ha un esperto che stabilisce di chi è la ragione, ma un ragazzotto che lo invita a fare pace. Andrà dal giudice. Perderà soldi e tempo. E l’arretrato risalirà».

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