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Alfabetizzazione digitale per il lavoro del futuro

In Italia, nei prossimi dieci anni, oltre il 44% dei lavoratori cambierà mestiere. Per questo motivo è necessario predisporre piani di alfabetizzazione tecnologica e rivedere i modelli organizzativi aziendali, spesso legati a dinamiche obsolete. Bisogna ridefinire le modalità di classificazione ed inquadramento dei lavoratori, ferme a decenni fa, per adeguarle al nuovo mercato del lavoro. Questi alcuni degli spunti emersi dalla conferenza di presentazione del libro «il futuro del lavoro», organizzata ieri nella sede di Assolombarda. L’opera, definita come «il nuovo libro bianco del lavoro», è stata realizzata dall’Associazione di rappresentanza delle imprese lombarde in collaborazione con Adapt. Hanno partecipato alla conferenza il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi, il vicepresidente Mauro Chiassarini e il direttore della Fondazione Adapt Francesco Seghezzi. Sono cinque le principali aree di intervento individuate dal manuale: nuove tecnologie, sviluppo demografico, dinamiche del territorio, formazione e competenze, rappresentanza. Sotto l’aspetto tecnologico «è necessario smontare le previsioni più apocalittiche ipotizzando, invece, uno scenario di profonda trasformazione di vecchi lavori e creazione di nuovi. Verrà generata una nuova domanda di professionalità da parte delle imprese che renderà necessario aumentare le proprie competenze in ambito tecnologico». In tema di sviluppo demografico le proposte vanno dalla stesura di un testo unico nazionale del welfare alla semplificazione del quadro normativo in materia di disabilità passando per la promozione di politiche attive per la promozione dell’occupabilità dei lavoratori con malattie croniche. Dal punto di vista del territorio si suggerisce, tra l’altro, la realizzazione di un piano straordinario di manutenzione ambientale e il potenziamento delle competenze green tra i lavoratori. La formazione è un argomento trasversale a tutte le aree di intervento individuate: in linea generale, come detto, è necessario un «costante aggiornamento di competenze soprattutto in ambito digitale». Infine, sul tema della rappresentanza, si propone «l’introduzione di una legge ad hoc che, recependo le intese raggiunte dalle parti sociali come previsto nell’accordo 9 marzo 2018 (intesa interconfederale raggiunta da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil), si ponga in termini di concreto sostegno a un miglior quadro regolatorio delle relazioni industriali».

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