Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Alfa, Ferrari e Maserati sempre in Italia»

GINEVRA — Il primo salone dopo la fusione di Fiat e Chrysler è una presentazione di modelli destinata a convincere gli scettici che il gruppo — come ha sottolineato Sergio Marchionne — «è ora globale». È rilassato e sereno, l’amministratore delegato: «Ho la coscienza a posto. La Fiat di oggi non ha nulla a che vedere con la Fiat del 2004». Dieci anni che sembrano un secolo quando appare una Maserati inattesa: è un concept chiamato Alfieri, come il fondatore delle officine Maserati, e indica la strada intrapresa dal marchio. Un nuovo mondo.
È sempre l’amministratore delegato a precisare il primo «dettaglio» produttivo-sindacale (e per molti aspetti «politico»): «Lo sviluppo globale di Maserati passa da Mirafiori». La fabbrica torinese «potrebbe essere utilizzata per produrre le vetture alto di gamma» sia del Tridente «sia Alfa Romeo». Affermazione che, come quella sulla produzione del Biscione — «Rimarrà in Italia: non è una questione nazionalistica, penso ci siano dei luoghi a cui appartieni, e per l’Alfa, come per Ferrari e Maserati, sono lì» — contiene la difesa della Repubblica: «Soffre, ma noi faremo di tutto per aiutare il nostro Paese». Aggiunge John Elkann, il presidente: «Speriamo ci sia la stabilità necessaria per ottenere risultati positivi». Ed è ancora Marchionne a sottolineare volutamente: «Siamo da sempre filogovernativi e tali rimaniamo. Il nostro appoggio c’è, anche perché il Paese ha bisogno di credibilità internazionale». Detto ciò, «non abbiamo mai chiesto soldi al governo e non abbiamo nessuna intenzione di farlo». Contento, almeno, dei provvedimenti annunciati da Matteo Renzi su jobs act e cuneo fiscale? «Analizzeremo i dettagli». La riduzione del «cuneo», in ogni caso, non tocca Fiat: «È un atto dovuto da molto tempo per incoraggiare le imprese. Ma non riguarderà Fca: abbiamo già una serie di accordi con i sindacati, la base del nostro progetto industriale».
Lo mostrano i nuovi modelli presentati a Ginevra. A partire dalla Jeep Renegade: produzione a Melfi, prima Jeep costruita fuori dagli Usa, misto di culture americane ed europee perché, come dice Mike Manley, il responsabile del marchio «qui si è coniugata la tecnologia di Jeep con la capacità di fare auto in Italia». Con questa vettura (la produzione inizierà il 14 luglio) e con la Fiat 500X «spero di poter utilizzare tutti i nostri dipendenti di Melfi – dice Marchionne – e magari di assumerne anche altri». L’auto partirà dalla Basilicata per essere esportata ovunque esista un concessionario Jeep (successivamente verrà costruita anche in Brasile e in Cina). Ed è atteso un contributo importante per portare da 800 mila a un milione la produzione del marchio. Conferma non secondaria, insieme ai dati di mercato Fca in Italia diffusi l’altro ieri, nella spinta che ha portato il titolo a un rialzo del 4,39%.
Da lì si passa allo stand Alfa Romeo, dove viene rivelata la 4C spider, momento di orgoglio perché il brand, difeso con le unghie e con i denti, avrà ancora molto da raccontare. Il suo anno sarà il 2015. E già il 6 maggio, a Detroit, quando verrà annunciato il piano industriale (e anche qualche dettaglio di quello finanziario) sino al 2017, il futuro dell’Alfa si conoscerà nel dettaglio.
Infine l’altro gioiello: la Ferrari California T. Un momento da condividere con Luca Cordero di Montezemolo, che a margine chiosa sul suo futuro: «Non chiedetemi se volo o non volo, diciamo che se posso dare una mano al mio Paese mi rendo disponibile: il mio compito è cercare di favorire un accordo tra Alitalia con Etihad».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Leonardo Del Vecchio stila la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Essilor Luxot...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Per capire la Ragioneria generale dello Stato bisogna aver visitato la sala di Via Venti Settembre d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Riflettori puntati sulla cessione della quota (il 62,50%) di Banca Profilo, oggi all’interno del p...

Oggi sulla stampa