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Albo diviso in due sezioni per i professionisti della crisi

L’Albo dei professionisti della crisi d’impresa sarà sdoppiato. Nuova procedura per il componente “amico” dell’ocri. Una procedura di attestazione dell’impossibilità del patrimonio del sovraindebitato a soddisfare i creditori. E poi stime assai tranquillizzanti sul primo impatto delle misure di allerta. Ha preso ormai forma il decreto correttivo al Codice della crisi d’impresa.

Da sciogliere c’è ancora un solo nodo di rilevanza significativa e cioè la decisione sulla proroga delle misure di allerta per le piccole e medie imprese. Una scelta che verrà fatta dallo stesso ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dopo un confronto con tutti i soggetti interessati.

Intanto viene stabilita la divisione in due sezioni dell’Albo dei professionisti che, a vario titolo, saranno chiamati a occuparsi delle aziende in difficoltà. Scelta che ha già prodotto una norma messa nero su bianco: quella che nel pacchetto del milleproroghe, destinato a confluire in un decreto legge specifico, fa slittare dal 1° marzo a giugno l’istituzione dell’Albo per dare più tempo al ministero nella fase di partenza dell’elenco.

In una sezione dovranno essere inseriti i professionisti interessati all’incarico di curatore, di liquidatore o di commissario. Mentre nell’altra sezione finiranno tutti i professionisti destinati a costituire il bacino nel quale verranno scelti i componenti degli ocri (i nuovi organismi di composizione della crisi chiamati a gestire le procedure di allerta). Dove la prima sezione sarà permeabile con la seconda, ma non viceversa. Ovvero, chi farà parte della prima potrà essere inserito anche nella seconda, ma non il contrario, dalla seconda cioè non ci sarà traghettamento nella prima.

Una conseguenza della valutazione fatta al ministero della Giustizia sull’impatto della riforma, sulla disponibilità di un numero adeguato di professionisti a fare parte degli ocri, sull’opportunità di non disperdere profili, come quelli degli advisor, magari non perfettamente coincidenti con quelli del curatore, ma ampiamente utilizzabili per gestire la fase iniziale e auspicabilmente meno drammatica della crisi d’impresa.

Tra l’altro, nel decreto, verranno previste anche misure per rendere nello stesso tempo effettiva e sostenibile la turnazione dei professionisti nel conferimento degli incarichi. Materia che con difficoltà può essere gestita su base nazionale, e che richiede invece correzioni per renderla affrontabile su scala locale.

Per quanto riguarda l’individuazione del cosiddetto componente “amico” del terzetto di professionisti del collego ocri, la scelta fatta è quella di affidarne la designazione al presidente della organizzazione di categoria del debitore, all’interno di una terna di professionisti individuati dallo stesso debitore.

Per quanto riguarda le stime d’impatto delle misure di allerta, in queste settimane tema assai gettonato, sul quale molti soggetti con maggiore o minore solidità scientifica si sono esercitati, al ministero della Giustizia non si intende drammatizzare la situazione.

Secondo indicazioni che hanno alla base dati Cerved, infatti, si dovrebbe partire da una platea di circa 15mila segnalazioni possibili. Numero che però, in una professione di realismo, al ministero considerano assai più basso e compreso tra 4 e 6mila. Soprattutto in una prima fase, quando le segnalazioni che arriveranno dai creditori pubblici (Inps, Entrate, agenti della riscossione) saranno assai poche. Il canale privilegiato così sarà costituito quasi esclusivamente dalle segnalazioni degli organi di controllo interno, sindaci o revisori.

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