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Albi, società di capitale e prezzi liberi

di Laura Cavestri

Le Spa con meno di 1 milione di euro di capitale perdono il collegio: basterà un sindaco unico. Stessa cosa (sempre sindaco unico) per le Srl. Mentre nelle future società tra professionisti, il socio di capitale potrà anche detenere la maggioranza ed entrare nella "stanza dei bottoni".

Per i professionisti la versione del maxiemendamento – depositata ieri sera in Senato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e che dovrà essere approvata da entrambi i rami del Parlamento entro il fine settimana – è una doccia fredda che, se attenua solo in parte la necessità di "salvare" il collegio sindacale a 3 o a 5 membri, certamente spalanca scenari imprenditoriali nell'organizzazione e nell'esercizio delle libere professioni.

Nell'articolo 4-septies della bozza di maxiemendamento, infatti, (oltre a confermare l'adeguamento alla manovra d'estate degli ordinamenti professionali con Dpr e ogni riferimento ai parametri tariffari) spariscono gli unici argini "tollerati" dalle categorie per digerire la presenza di un socio «non professionista» e «con finalità d'investimento»: ovvero, le clausole «purché di minoranza» e «fermo restando il divieto di partecipare ad attività riservate e agli organi di amministrazione delle società». In pratica, nulla osta che società di capitali, con uno o più soci imprenditori, possano entrare in partnership (sino, in futuro, ad assumere come dipendenti?) con i professionisti iscritti agli Albi chiamati a svolgere in via esclusiva l'attività professionale.

Per quanto riguarda le modifiche al Codice civile, il maxiemendamento prevede che le Spa con capitale sociale sotto 1 milione di euro possano optare per il sindaco unico, scelto tra revisori legali iscritti nel Registro, abbandonando il collegio sindacale a 3 o 5 componenti. Così come l'atto costitutivo di Srl può prevedere la nomina, al posto dell'attuale collegio sindacale, di un unico sindaco o di un revisore.

Lapidario il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti, che assieme ai sindacati di categoria ha sottoscritto un appello al Capo dello Stato contro la riduzione dei collegi sindacali: «Si distrugge un sistema che funziona per sostituirlo con nient'altro. Il sindaco sarà più debole proprio perchè solo, più vulnerabile alle pressioni, sempre espressione delle maggioranze e sarà più difficile per lui esprimere il dissenso che oggi è disciplinato proprio come operazione di trasparenza nei confronti di operatori e stakeholders. Senza contare che i giovani commercialisti perdono la vera "palestra" per imparare la professione. Mentre si consentirà alle imprese di trasformarsi in imprenditori professionali».

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