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Al voto il pacchetto per evitare Grexit

Il premier greco, Alexis Tsipras ha detto in un’intervista alla tv pubblica Ert che «non si dimetterà e che non sfuggirà dalle sue responsabilità. La priorità era evitare un disastro e firmare un accordo difficile in cui non credevo ma che ora rispetterò e che ci farà uscire dalla crisi». 
Il premier ha aggiunto che il «piano approvato a Bruxelles per tre anni è migliore di quello offerto da Juncker e che avrà un impatto fiscale più mite rispetto a quelli offerti ai governi precedenti» in un evidente tentativo di far accettare l’intesa all’opinione pubblica. Poi, il primo ministro ha rassicurato che non si «taglieranno salari e pensioni», che la Grecia uscirà dalla crisi in tre anni e ha difeso l’abolizione delle baby-pensioni. «Quanto all’aumento dell’età pensionabile a 67 anni, lo avremmo dovuto fare noi stessi», ha ricordato con un tono pacato e rassicurante. Più in generale «quella di domenica è stata un brutta notte per l’Europa ma le politiche di austerità presto verranno fermate», ha detto Tsipras rivendicandone il merito del cambio di marcia. Poi ha parlato di un tono «vendicativo» da parte dei partner dopo la vittoria del no al referendum e del fatto che il ministro Schäuble aveva un piano per far uscire la Grecia dall’euro ma che una sua telefonata chiarificatrice con il cancelliere Merkel ha escluso questa possibilità. Tsipras ha anche riconosciuto di aver avuto «l’appoggio di Francia, Italia e Cipro» durante l’Eurosummit, mentre ha accusato Varoufakis di aver «commesso evidenti errori durante il negoziato».
Tsipras probabilmente realizzerà un rimpasto di Governo. Ieri l’Esecutivo ha presentato il piano in Parlamento da complessivi 3,175 miliardi di euro tra nuove tasse e risparmi di spesa. Il provvedimento è intitolato “Misure urgenti per la negoziazione e la conclusione di un accordo con l’Esm” non comprende però la revisione delle baby pensioni sulla quale si deve esprimere la Corte costituzionale. Il testo in due articoli, la dichiarazione del vertice di Bruxelles e la lista delle azioni prioritarie, sarà esaminato con procedura di urgenza. Quello di oggi, quando il governo metterà al voto, verso la mezzanotte di Atene, il piano di salvataggio sarà un delicato passaggio parlamentare, probabilmente 30-40 voti della sinistra di Syriza non sosterranno l’esecutivo. Il partito dei Greci indipendenti (13 deputati) invece, guidati da ministro della Difesa, Panos Kammenos, resterà fedele al governo. In soccorso di Tsipras che contava complessivamente 149 deputati arriveranno però i voti di Nea Dimokratia (76 deputati), del Pasok (13) e di To Potami (17), così da assicurare il via libera alle richieste dei creditori con una larga maggioranza. Secondo un sondaggio di Kapa Research condotto per il quotidiano To Vima il 71% dei greci crede che il parlamento voterà il piano dell’Eurogruppo e per il 51,5% dei greci l’accordo è positivo.
Ma quello che si chiedono gli osservatori è che farà a quel punto Tsipras senza più maggioranza. Si parla di rimpasto di alcuni ministri fra cui quello dell’Energia Panagiotis Lafazanis ma i partiti di opposizione frenano sull’ipotesi di elezioni anticipate perché si sentono deboli e soprattutto senza un leader carismatico.
L’ex ministro Yanis Varoufakis, dal suo esilio sull’isola di Aegina, intanto ha attaccato il premier: «L’Eurosummit non è nient’altro che il culmine di un colpo di Stato». Sul suo blog l’ex ministro delle Finanze greco ha usato termini durissimi per descrivere l’accordo a Bruxelles. «Nel 1967», data del golpe dei colonnelli, ha aggiunto, «le potenze straniere usarono i carri armati per porre fine alla democrazia greca», nel 2015 «hanno usato le banche».
Ieri comunque la Grecia ha rimborsato gli 11,7 miliardi di yen (95 miliardi di dollari) di “samurai bond” che erano in scadenza. Mentre l’Fmi sta concedendo tempo, un mancato pagamento agli investitori rischierebbe di innescare un default vero e proprio.

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