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Al via un restyling da 280 milioni: morsa più lenta su Pmi e turismo

Allentare il più possibile la morsa di adempimenti e obblighi sulle Pmi e, in particolare, sui settori del turismo e del commercio al dettaglio. E rendere meno rigidi i meccanismi che regolano il lavoro nella fase della crisi legata all’emergenza Covid. La battaglia sulle modifiche al decreto Agosto non è ancora cominciata, ma in commissione Bilancio al Senato, dove sta andando avanti il tradizionale ciclo di audizioni, relatori, gruppi parlamentari di maggioranza e Governo stanno individuando le direttrici sulle quali si dovrà sviluppare il restyling della manovrina estiva.

La dote a disposizione per le correzioni, tra i 270 e i 280 milioni, non sembra consentire interventi a vasto raggio, ma in Commissione si confida di poter dare una risposta ad alcune questione aperte, anche con il concorso dell’opposizione. E naturalmente tra i capitoli del provvedimento sotto la lente non poteva mancare quello fiscale con l’ipotesi di spostamento a fine novembre della ripresa della riscossione coattiva, anche se i Cinque stelle così come la Lega spingono per uno stop esteso a tutto il 2020.

Ma tra le idee che si stanno valutando con molta attenzione c’è anche quella di alleggerire un po’ le imprese sul fronte dei bilancio, magari facendo leva su una moratoria per gli ammortamenti o su un’altra misura simile. Il termine per la presentazione degli emendamenti dei gruppi parlamentari è fissato per lunedì 14 settembre. Ed è attesa l’ormai consueta pioggia di proposte di modifica. Anche se prima della fine della prossima settimana dovrebbe essere delimitato il campo su cui si giocherà la partita vera e propria, che dovrebbe interessare non più di 400, forse 500, correttivi cosiddetti “segnalati”. A quel punto non rimarrà però molto tempo a disposizione per modificare la manovra estiva, che è stata allestita attingendo ad altri 25 miliardi di deficit: il Dl dovrà infatti essere convertito in legge entro il 13 ottobre. Un timing che consentirà di fatto soltanto al Senato di rivedere il provvedimento con un passaggio blindato alla Camera.

Per i relatori, Daniele Manca (Pd) e Vasco Errani (Leu), così come per tutta la maggioranza, la priorità sembra comunque essere quella di dare un po’ di respiro a settori profondamente toccati dalla crisi, come quelli del turismo, della ristorazione e del commercio al dettaglio. Già nei giorni scorsi si era cominciata a valutare la possibilità di prevedere nuove facilitazioni per l’occupazione del suolo pubblici, come ad esempio un ulteriore prolungamento dello stop della Tosap. E nella gamma di opzioni c’è anche quella di agevolare a chi ha attività turistiche o di ristorazione il ricorso all’ecobonus. Il tutto dovrà in ogni fare i conti con il Mef che considera tassativamente immodificabili i saldi del decreto.

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