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Al via nuove Bcc e garanzie sui crediti

Il decreto sulle banche da ieri è legge dello Stato. Il Senato ha approvato definitivamente il provvedimento votando la fiducia che era stata proposta dal Governo in mattinata. La fiducia è passata con 171 voti a favore, 105 contrari e un astenuto. Considerato il fatto che il decreto non è stato modificato in Senato, il voto sulla fiducia rende direttamente approvato anche il testo.
Da ieri, dunque, la riforma del credito cooperativo – che costituiva il piatto forte del decreto-banche – comincia a prendere forma. Sarà un percorso lungo, perché il provvedimento delega la Banca d’Italia a emanare la regolamentazione attuativa sugli aspetti connessi alla stabilità e alla competitività del sistema. E questo richiederà qualche mese. La legge lascia, inoltre, spazio alle oltre 360 banche del credito cooperativo e alle loro associazioni per definire in autonomia come dare corpo alla governance del nuovo gruppo.
«Si è completato un percorso lungo, tortuoso e non sempre facile. Ma il risultato finale rispecchia, pressoché nella sua totalità, il progetto di autoriforma che avevamo messo a punto. E di questo risultato dobbiamo essere consapevoli ed orgogliosi», ha commentato ieri Alessandro Azzi, presidente di Federcasse.
La riforma prevede l’adesione delle Bcc a una capogruppo costituita sotto forma spa, il cui patrimonio netto non deve essere inferiore a un miliardo di euro. Anche se consente alle province autonome di Bolzano e Trento di dare vita a gruppi locali separati. Il capitale della spa deve essere in ogni caso detenuto in quota maggioritaria dalle Bcc, fatta salva la possibilità del ministero dell’Economia di poter autorizzare la discesa sotto il 51% qualora fosse necessario reperire ulteriori risorse. Il controllo della capogruppo sulle Bcc è assicurato attraverso un contratto di coesione che definisce anche un sistema di garanzie incrociate per mettere a fattor comune il patrimonio superiore a 20 miliardi delle Bcc e consentire che il patrimonio disponibile delle banche più virtuose sia in parte vincolato a favore delle Bcc in difficoltà. Il decreto prevede la cosiddetta way-out, ovvero una via di uscita per le Bcc che non vogliono aderire al nuovo gruppo. È prevista la possibilità per le banche con patrimonio netto superiore a 200 milioni al 31 dicembre 2015 di poter presentare istanza, anche congiunta con altre banche con patrimonio inferiore, per conferire l’attività bancaria in una spa lasciando le riserve indivisibili in capo alla cooperativa conferitaria che dovrà continuare l’attività mutualistica. L’istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge; le Bcc che se ne avvalgono devono versare un importo pari al 20% del patrimonio netto.
La nuova legge fissa poi i criteri per poter cartolarizzare i crediti deteriorati avvalendosi di una garanzia pubblica. La norma prevede la possibilità per lo Stato di concedere, per un periodo di 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, una garanzia sulle passività emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazioni dei crediti in sofferenza. Le garanzie possono essere rilasciate, a fronte di un corrispettivo, solo sui titoli senior. Tra le novità introdotte con gli emendamenti approvati alla Camera c’è l’ampliamento della platea di coloro che possono accedere a queste misure agli intermediari finanziari iscritti all’albo. E ancora: il fondo del ministero dell’Economia a sostegno di queste misure passa da 100 a 120 milioni di euro.
Il provvedimento stabilisce inoltre che l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, nelle vendite giudiziarie non sia più determinata con un’aliquota del 9% (come è attualmente) bensì nella misura «fissa di 200 euro». Mentre però per le imprese è confermato l’obbligo di rivendere entro due anni, questo stesso obbligo di rivendita salta se il privato acquista una prima casa. Tra le novità introdotte con gli emendamenti alla Cemera c’è anche una misura sulle multe. Il Codice della strada prevede che si ottenga la sanzione ridotta del 30% se il pagamento è effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica. Per i pagamenti diversi dai contanti o dal bollettino postale, lo sconto sarà valido se «l’accredito a favore dell’amministrazione avviene entro due giorni dalla data di scadenza del pagamento», cioè entro sette giorni. C’è poi lo stop all’anatocismo, impedendo la contabilizzazione degli interessi sugli interessi per conti correnti, conti di pagamento e anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito.
E ancora. La legge contiene una norma per le imprese in procedura concorsuale o in amministrazione straordinaria e di cui beneficerà anche Banca Tercas. Il provvedimento rende irrilevanti fiscalmente i contributi volontari percepiti da soggetti sottoposti a procedure concorsuali. Un beneficio fiscale che retroagisce di 24 mesi e che, dunque, potrà essere utilizzato anche da Tercas, la cui procedura concorsuale si è chiusa il 30 settembre 2014, e che ha ricevuto 80 milioni a titolo di contributi volontari.

Laura Serafini

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