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Al via l’esame dell’offerta di Kkr Il rebus del cda e del nuovo ad

Si riunisce oggi in Telecom, per la prima volta in sede formale, il comitato presieduto da Salvatore Rossi che deve istruire la pratica per l’esame dell’offerta ricevuta da Kkr. Sul tavolo c’è il tema della scelta degli advisor che dovranno aiutare il comitato a predisporre le carte al fine di consentire poi al consiglio di «valutare compiutamente la portata, il contenuto, le condizioni e le conseguenze della manifestazione non vincolante, nonché maturare e assumere, in maniera adeguatamente informata, le determinazioni in relazione alla stessa per quanto di propria competenza», come recitava il comunicato di venerdì scorso.

Non è certo però che vengano nominati gli advisor già nella seduta di oggi o che si vada avanti nei prossimi giorni. In ogni caso non si intravvede, nell’immediato, una nuova convocazione del consiglio. La settimana prossima è interessata da qualche giorno di festività, Sant’Ambrogio a Milano e l’Immacolata in tutta Italia, e quindi è probabile che si vada diretti verso il cda già in programma per il 17 dicembre. Tanto più se non dovesse sbloccarsi la nomina del nuovo amministratore delegato, la cui assenza in consiglio – soprattutto in questa fase – costituisce un’evidente anomalia.

Ieri in giornata si era diffusa l’aspettativa che fosse imminente la firma di un accordo tra l’azienda e l’ex ad Luigi Gubitosi che ha rimesso le deleghe venerdì scorso, ma è rimasto in consiglio. Fino a ieri sera non risultavano però le dimissioni di Gubitosi dal board. Difficile che a fare spazio al nuovo ad possa essere un amministratore indipendente perchè sembrerebbe improprio. Gli esponenti dell’azionariato – l’ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine e il direttore di Canal Plus Franck Cadoret del gruppo che detiene quasi il 24% del capitale, Giovanni Gorno Tempini, presidente della Cdp che ha quasi il 10% – sono in consiglio perchè presentati in lista dal consiglio uscente. Nessuno dei tre è in procinto di lasciare. A questo punto – si ragiona – si prefigurano due scenari: o Gubitosi decide di dimettersi o occorrerà chiamare un’assemblea straordinaria per cambiare il consiglio e permettere l’insediamento di un nuovo ad. Situazione, a dir poco, bizzarra.

Ad ogni modo, oggi si riunisce anche il comitato nomine, assistito dall’advisor Spencer Stuart, che dovrà ridefinire qualche casella dell’organigramma. Come responsabile dell’area consumer e pmi dovrebbe rientrare nel gruppo Luca Luciani, manager vocato al marketing che, da ultimo, aveva ricoperto la carica di ad di Tim Brasil, raddoppiandone la capitalizzazione. La direzione “ricavi” dovrebbe essere abolita per tornare all’antico, cioè alla suddivisione consumer e business, e Stefano Siragusa, attuale chief revenue officer, dovrebbe tornare a occuparsi dell’infrastruttura di rete.

A completare la serie di appuntamenti odierni anche il comitato controllo e rischi che dovrebbe insistere ancora della questione calcio-Dazn. Alla luce dei risultati della campagna abbonamenti il contratto, che prevede un minimo garantito di 340 milioni annui a favore della piattaforma che si è aggiudicata i diritti per la serie A, dovrebbe essere classificato come “oneroso” e questo comporterebbe qualche aggiustamento anche per gli anni a venire. A tentare di rinegoziarlo dovrebbe essere a questo punto il neo direttore generale Pietro Labriola.

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