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Al via le nuove compensazioni

di Tonino Morina e Gian Paolo Tosoni

È tutto pronto per gestire lo scambio di crediti con debiti a ruolo. Con la risoluzione 18/E, ieri, l'agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo da indicare nell'«F24-Accise». Si tratta del codice tributo «Ruol», denominato «Pagamento mediante compensazione delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori – art. 31, c. 1, D.L. 31 maggio 2010, n. 78».

Nel modello F24-Accise, il codice è esposto nella sezione «Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione», in corrispondenza degli «importi a debito versati». Nella stessa sezione, nel campo «ente», si indica la lettera R. Nel campo «prov.» si indica la sigla della provincia di competenza dell'agente della riscossione presso il quale il debito risulta in carico. I campi «codice identificativo», «mese» e «anno di riferimento» non devono essere compilati.

L'istituzione del codice segue la pubblicazione del provvedimento del 10 febbraio 2011, pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» n. 40 del 18 febbraio 2011, emanato per attuare l'articolo 31, del decreto legge n. 78/10, in base al quale a decorrere dal 1° gennaio 2011, la compensazione dei crediti di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell'importo dei debiti, di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e per i quali è scaduto il termine di pagamento. Per le Entrate, il divieto di compensare i crediti scatta in caso di debiti scaduti iscritti a ruolo sopra i 1.500 euro, per imposte erariali, cioè Iva, Irpef, Ires, Irap e addizionali sui tributi diretti. Una conferma è nella circolare 4/E del 15 febbraio 2011, nel punto in cui, al paragrafo 11 «Preclusione alla autocompensazione in presenza di debito su ruoli definitivi», le Entrate affermano che quanto ai tributi «devono intendersi, ad esempio, le imposte dirette, l'imposta sul valore aggiunto e le altre imposte indirette, con esclusione, quindi, dei tributi locali e dei contributi di qualsiasi natura». La relazione di accompagnamento al decreto considera anche le addizionali ai tributi diretti.

Al riguardo, però, l'Agenzia dovrà chiarire quali sono le altre imposte indirette e cioè se, ad esempio, è coinvolta anche l'imposta di registro che si versa con il modello F23 e se le addizionali Irpef dovute ai comuni siano coinvolte, sia come debiti bloccanti la compensazione, sia come debiti erariali compensabili.

I crediti d'imposta spettanti al contribuente possono essere usati dopo avere pagato il debito iscritto a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento. Il debito iscritto a ruolo scaduto e non pagato per imposte dovute all'erario segna il punto di partenza per l'utilizzo dei crediti che si possono compensare nell'F24.

A norma dell'articolo 1 del decreto dell'Economia il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali, è effettuato dai contribuenti mediante l'esercizio in compensazione dei crediti relativi alle imposte medesime, attraverso il sistema del versamento unificato, con il modello F24-Accise.

È possibile usare i crediti erariali per pagare debiti iscritti a ruolo per tributi erariali di qualsiasi importo, anche non scaduti. Il contribuente può usare in compensazione i crediti per il versamento parziale delle pendenze maturate presso l'agente della riscossione, essendo sanzionata qualunque altra compensazione. È possibile usare il credito per l'estinzione dei debiti per oneri accessori, comprensivi gli aggi e le spese a favore dell'agente. Insomma, i crediti servono per estinguere, prima i debiti in cartella, poi il resto.

È libera la compensazione, se i debiti iscritti a ruolo non riguardano debiti di natura erariale quali, per esempio, i contributi previdenziali Inps, l'Ici, la Tarsu, la Tosap o i premi Inail. Al riguardo, l'agenzia delle Entrate dovrà chiarire se sono “liberi” da vincoli i crediti d'imposta spettanti al contribuente come i crediti per investimenti nelle aree svantaggiate.
 

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